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PER BOJO NON SOLO BREXIT

Quando un leader politico viene attaccato persino dai giornali della “sua” parte c’è evidentemente qualche problema! Che questo succeda nel Regno Unito a Boris Johnson non è chissà quale novità, anche perché in Albione, la carta stampata, o chi fa informazione, non ci va tanto per il sottile, di chiunque si parli e ben lo sanno la Lady di ferro, Margaret Thatcher, per non parlare di chi ha preceduto Johnson alla guida del governo, Teresa May.

Dunque cosa ha “scatenato” la stampa inglese conservatrice nel confronti del leader britannico? La Brexit è ancora un caso irrisolto, specie ora che Johnson ha posto un out out nei confronti della UE, con scadenza 15 ottobre, relativamente alla “questione” del confine tra Eire ed Irlanda del Nord, che rimane territorio europeo, di fatto rimangiandosi gli accordi da lui stesso sottoscritti nel 2019.
Seconda questione, non meno importante, è legata al Covid, che già aveva sollevato e non solo nel Paese, un moto di sdegno, quando proprio il Premier aveva parlato di mancanza di limitazioni e di un possibile numero di morti elevatissimo; proprio Johnson però è stato lui stesso vittima del virus, tanto da finire in rianimazione per alcuni giorni e, dicono i maligni, non essersi ancora ripreso del tutto.

Oggi in Inghilterra, ma non solo, c’è una recrudescenza del virus per altro prevista da molti specialisti, al di là di ciò che pensano i negazionisti, e bisognerà decidere al più presto quali saranno le contromisure, ben sapendo che una nuova chiusura potrebbe mettere innescare una crisi economica senza precedenti, dalle conseguenze terribili; di fronte a ciò l’accusa nei confronti di Johnson è che non sappia cosa fare, brancolando in uno stato di incertezza, insieme al suo Governo, che ovviamente non può passare inosservata da parte di chiunque.

A tutto ciò si aggiungono quelli che paiono essere i problemi “privati” di BoJo, ovvero il dispendioso mantenimento dei numerosi figli, sei ma i maligni dicono siano molti di più …. e di un tenore di vita che, le attività precedenti (politico, giornalista, scrittore) potevano permettergli dati gli introiti, si dice, di oltre 400 mila euro annui, mentre ora il solo stipendio come inquilino di Downing Street (150 mila sterline, ovvero circa 165 mila euro) pare non basti.

Anche la sua turbolenta vita di coppia non passa inosservata ai tabloid britannici; l’ex moglie di Johnson era infatti “anche” la sua prima consigliera e lo indirizzava nella vita privata come in quella politica, mentre l’attuale compagna, molto più giovane, pare non sia altrettanto “influente” e capace di dargli quella tranquillità necessaria a guidare il Paese in un momento di grandi problemi e quindi di grandi difficoltà; le decisioni sempre più “ballerine” di Johnson lasciano infatti perplessi anche coloro che gli sono politicamente vicini da sempre, tanto che qualcuno è arrivato a definirlo “bollito” e con i giorni contati politicamente parlando.

Certo le decisioni di Johnson sono ormai sempre più contraddittorie, sia per ciò che riguarda la politica interna che per le relazioni internazionali; che il Covid sia un imprevisto in più è cosa capitata in tutto il Mondo e per giunta relativa ad un qualcosa sconosciuto e quindi difficile da contrastare, ma questo è solo uno dei tanti problemi che oggi attanaglia il Regno Unito, che con la Brexit tutt’ora da risolvere potrebbe ritrovarsi solo ed i tempi dell’Impero sono distante anni luce, così come quelli in cui ci si ritrovò a lottare contro la Germania di Hitler.

All’epoca servì uno sforzo enorme degli inglesi e la risolutezza di Winston Churchill per venirne fuori, ma oggi? Il nemico non è fisico e la “guerra” non si combatte con aerei, navi, soldati, e per questo Boris Johnson sarà davvero l’uomo giusto o colui che riuscirà a portare la Gran Bretagna in un baratro senza via d’uscita?

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Getty Image

scrivi a: direttore.costantinieditore@gmail.com

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