Un Mito del calcio ci ha lasciato: Pelè O Rei del grande Brasile

Il mondo del calcio ha dovuto dire addio ad uno dei suoi idoli più grandi: PELE’.

Il Re, l’Eternià!

Potrei iniziare dalla storia di questo grande idolo, ma preferisco narrarne il dolore vero, quello del cuore, quello che solo l’intimità può regalare a chi lo vive.

E’ per questo che inizio da lei, da Kely, la figlia che, teneramente, nel momento del dolore estremo, su un letto d’ospedale ormai prossimo a diventare un letto di morte, ha condiviso con grande coraggio una foto bellissima con una didascalia altrettanto commovente:

Tutto ciò che siamo è grazie a te. Ti amiamo infinitamente. Riposa in pace!”

Pelè. Probabilmente il miglior calciatore della storia.

Quelle mani intrecciate di O Rey con quelle di sorelle e nipoti sono un attestazione di amore che non può finire mai.Anche la Federazione del suo paese brasiliano l’ha voluto ricordare così, ringraziando sentitamente l’uomo che negli anni in cui ha giocato ha letteralmente cambiato il calcio, specialmente a casa sua.

Ammaliando, nel contempo, il mondo intero: “Pelè è stato molto di più del grande sportivo di tutti i tempi. Il nostro Re del Calcio è stato il massimo esponente di un Brasile vittorioso, vincente, che non ha mai avuto paura delle difficoltà.

Pelè che ci ha sempre mostrato che c’è sempre una nuova strada anche quando si è costretti a vivere nella miseria assoluta. Aveva promesso a suo padre un mondiale e ce ne ha regalati tre. Ci ha regalato un nuovo Brasile e non possiamo che ringraziarlo.

Bellissime e profonde e toccanti le parole utilizzate da Neymar, colui che sin dai primissimi anni della sua carriera è cresciuto guardando e riguardando i filmati di O Rei, sognando di imitarlo.

Prima di Pelè il calcio era solo uno sport. Lui ha trasformato il football in arte e intrattenimento! Pelè magia eterna.

Anche Cristiano Ronaldo ha voluto far sentire la sua voce dicendo: “un semplice arrivederci all’eterno re Pelè, non sarà mai abbastanza per esprimere il dolore che attualmente abbraccia l’intero mondo del pallone”.

Un’ispirazione per milioni di persone, un punto di riferimento di ieri, di oggi, di domani, per sempre, fino al punto che il presidente FIFA Gianni Infantino ha promosso l‘idea che ogni paese dovrebbe avere uno stadio dedicato a Pelè, affinchè le nuove generazioni sappiano chi era stato veramente!

Per lui non si commuovono non solo semplici tifosi, grandi sportivi e leader mondiali. ma anche personaggi politici di alto spessore, tra i primi Emmanuel Macron. “Le Jeu. Le Roi. L’Eternitè. O Jogo. O Rei. A Eternidade”: poche parole, in francese e in portoghese (il gioco, il re, l’eternità).

Il Brasile gli ha voluto dare  l’addio il 2 gennaio, celebrando l’uomo che ha fatto conoscere il paese gigante del Sudamerica in tutto il mondo e per la cui morte sono stati decretati dal presidente uscente Jair Bolsonaro tre giorni di lutto nazionale. L’omaggio a O Rei è stato esattamente quello che lui avrebbe voluto, ovvero sul campo di Villa Belmiro, lo Stadio del Santos, in cui si è consacrata la leggenda del calcio.

Sul campo è stata allestita la passerella, l’hanno attraversata tra i tifosi, anche Ronaldo, Ronaldhinho, Cafu, Romario, Falcao, Jarzinho.

E poi la grande emozionante partecipazione popolare, martedì 3 gennaio il feretro di Pelè sarà portato in corteo per le strade cittadine, a Santos, e un momento di grande commozione sarà quando si fermerà davanti alla residenza di Dona Celeste la madre, che lo scorso 20 novembre, in coincidenza con l’inizio dei mondiali in Qatar, ha compiuto 100 anni e il figlio, per quella ricorrenza le ha dedicato un post pieno d’amore: “mi hai insegnato i valori dell’amore e della pace” .

Voglio terminare con questa frase di Neymar: “prima di lui il 10 era solo un numero, poi è diventato qualcosa di speciale, ogni giocatore voleva indossare quel numero.”

Un calciatore che è stato prima di tutto un uomo pieno di amore e di passione: come un bel libro, un bel film: la sua eredità è il nuovo che ha saputo inventarsi, è la passione con cui ha giocato, è infine il grande amore e quello che il mondo tutto gli sta tributando che ci ha permesso di percepire il calcio come un posto migliore.

Non esiste un calciatore grande, se non esiste un “grande“ uomo! Anche Per questo Pelè sarà sepolto all’ultimo anello nel cimitero più alto del Mondo.

Tutto il resto è noia!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto fonte Indian Express

 

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