Esprimo la mia vicinanza alle migliaia di migranti, rifugiati e altri bisognosi di protezione in Libia“, ha detto Jorge Mario Bergoglio all’Angelus domenicale. “Non vi dimentico mai. Sento le vostre grida e prego per voi. Tanti di questi uomini donne e bambini sono sottoposti a una violenza disumana. Ancora una volta chiedo alla comunità internazionale di mantenere le promesse di cercare soluzioni comuni, concrete e durevoli per la gestione di flussi migratori in Libia e in tutto il Mediterraneo. E quanto soffrono coloro che sono rimandati! Ci sono dei veri lager lì…”.

Occorre porre fine al ritorno dei migranti in Paesi non sicuri e dare priorità al soccorso di vite umane in mare con dispositivi di salvataggio e di sbarco prevedibile“. E’ l’appello del Papa all’Angelus. “Garantire loro condizioni di vita degne, alternative alla detenzione, percorsi regolari di immigrazione e a accesso alle procedure di asilo. Sentiamoci tutti responsabili di questi fratelli e sorelle che da troppi anni vittime di questa gravissima situazione e preghiamo per loro in silenzio“.

Quando la fede è viva, la preghiera è accorata: non mendica spiccioli, non si riduce ai bisogni del momento. A Gesù, che può tutto, va chiesto tutto“. Così Papa Francesco prima della recita dell’Angelus. “Non dimenticatevi di questo – ha aggiunto a braccio -. Egli non vede l’ora di riversare la sua grazia e la sua gioia nei nostri cuori, ma purtroppo siamo noi a mantenere le distanze, forse per timidezza, pigrizia o incredulità. Tanti di noi quando preghiamo non crediamo“.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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