Bergoglio sarebbe pronto a volare per raggiungere Kiev e portare la sua solidarietà umana al popolo ucraino. A riferirlo è lo stesso pontefice ai giornalisti in volo verso Malta, come riferisce Tv 2000. Una decisione però a quanto pare non è stata pero ora presa.

Nel suo primo discorso a la Valletta alle autorità civili, Papa Francesco ha parlato della guerra in Ucraina dando voce a tutto il suo dolore e alla preoccupazione. “Proprio dall’est dell’Europa, dall’Oriente dove sorge prima la luce, sono giunte le tenebre della guerra” ha detto il Pontefice mettendo in guardia sul rischio di una “guerra fredda allargata“. “Pensavamo che invasioni di altri Paesi, brutali combattimenti nelle strade e minacce atomiche fossero ricordi oscuri di un passato lontano” ha aggiunto. “Ma il vento gelido della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, si è abbattuto con prepotenza sulla vita di tanti e sulle giornate di tutti”.

In un altro passaggio del suo discorso il Papa sembra rivolgersi al presidente russo Putin (pur senza nominarlo), parlando di “qualche potente, tristemente rinchiuso nelle anacronistiche pretese di interessi nazionalisti” che “provoca e fomenta conflitti”. Tutto ciò, ha osservato Francesco, mentre “la gente comune avverte il bisogno di costruire un futuro che, o sarà insieme, o non sarà. Ora, nella notte della guerra che è calata sull’umanità, non facciamo svanire il sogno della pace”.

“Guerra preparata da tempo con grandi commerci di armi”
” Quell’infantilismo purtroppo, non è sparito” denuncia il Papa. “Riemerge prepotentemente nelle seduzioni dell’autocrazia, nei nuovi imperialismi, nell’aggressività diffusa, nell’incapacità di gettare ponti e di partire dai più poveri. Da qui comincia a soffiare il vento gelido della guerra, che anche stavolta è stato alimentato negli anni. Sì, la guerra si è preparata da tempo con grandi investimenti e commerci di armi. Ed è triste vedere come l’entusiasmo per la pace, sorto dopo la seconda guerra mondiale, si sia negli ultimi decenni affievolito, così come il cammino della comunità internazionale, con pochi potenti che vanno avanti per conto proprio, alla ricerca di spazi e zone d’influenza”.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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