Papa Francesco è tornato nell’isola dopo 5 anni. E nel campo di Mytilene si è fermato ad ascoltare le storie e le invocazioni di alcuni dei rifugiati, delle provenienze più diverse, dall’Asia, al Medio Oriente, all’Africa. “Sono qui per vedere i vostri volti, per guardarvi negli occhi. Occhi carichi di paura e di attesa” ha detto il pontefice nel suo discorso.

Nella penultima giornata del suo viaggio a Cipro e in Grecia, papa Francesco oggi visita i rifugiati fermi nell’isola di Lesbo.Il Pontefice si è recato nel ‘Reception and Identification Centre‘ in località Mavrovouni, l’area attrezzata per l’accoglienza dei rifugiati a Mytilene, capoluogo dell’isola.

Il Papa si è diretto a piedi verso il luogo della cerimonia intrattenendosi lungo il tragitto con i profughi in sua attesa, accarezzando in particolare i tanti bambini, spesso molto piccoli, stringendo mani, dispensando sorrisi, saluti e parole di conforto e incoraggiamento.
Il papa si è fermato anche ad ascoltare le storie e le invocazioni di alcuni dei rifugiati, delle provenienze più diverse, dall’Asia, al Medio Oriente, all’Africa.

Al termine della cerimonia ufficiale, presenti anche la presidente della Repubblica Ekaterini Sakellaropoulou e l’ordinario della diocesi, arcivescovo Josif Printezis, Francesco si fermerà ancora con alcuni rifugiati e visiterà le loro abitazioni. Circa 200, anche qui con diversi bambini, quelli che lo attendono nel luogo dell’incontro, tutti dotati di cuffiette perla traduzione simultanea delle sue parole.

Disprezzando l’uomo creato a sua immagine, lasciandolo in balia delle onde, nello sciabordio dell’indifferenza, talvolta giustificata persino in nome di presunti valori cristiani, si offende Dio. La fede ci chiede invece compassione e misericordia. E sorta all’ospitalità, a quella ‘filoxenia’ che ha permeato la cultura classica“, ha proseguito: “non è ideologia religiosa, sono’radici cristiane concrete’. Gesù afferma solennemente di essere lì, nel forestiero, nel rifugiato, in chi è nudo e affamato. E il programma cristiano è trovarsi dove sta Gesù”.

Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d’acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il mare nostrum si tramuti in un desolante mare mortuum, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo ‘mare dei ricordi’ si trasformi nel ‘mare della dimenticanza’. Vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà!” ha esortato Papa Francesco.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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