A prendersi uno schiaffo in piena faccia non è stato solo il premier Matteo Renzi, dopo la vittoria netta del “No” al referendum costituzionale.

Anche le principali Borse europee devono fare oggi i conti con un’apertura a dir poco negativa: Milano ha aperto come peggiore piazza del Vecchio Continente, in ribasso del 2% e depressa da tutto il comparto bancario. Dopo un po’ ha parzialmente recuperato fino a -0,7%. Intanto, Parigi e Francoforte hanno recuperato lo 0,3% e l’1%.

Brutta giornata anche per Mps e Unicredit, entrambe alle prese con maxi aumenti di capitale; i due istituti non riescono a far prezzo con cali teorici del 10% e del 7%, mentre Intesa Sanpaolo lascia sul terreno il 2% e Bpm e Banco Popolare oltre il 4%; anche Telecom Italia perde il 3%.

E sul fronte monetario? L’euro è sceso ai minimi dal 2003, ma anche in questo caso, dopo il panico iniziale, si è dato il via alla risalita: la moneta unica, infatti, viene scambiata a quota 1,0585 nei confronti del biglietto verde americano, rispetto alla valutazione di 1,0551 fatta segnare alla chiusura indicativa di venerdì scorso a Wall Street.

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