L’obesità infantile è un problema da non sottovalutare e che coinvolge, a livello globale, oltre 41 milioni di piccoli sotto i 5 anni di età.

In Cile si è deciso di combattere questa problematica seguendo una linea dura, colpendo anche l’industria alimentare della cioccolata e del fast food. E’ stato così decretato lo stop alla vendita dell’ovetto Kinder della Ferrero e dell’Happy Meal di McDonald’s.

Come reso noto dalla stampa americana, il divieto è entrato in vigore ieri e fa parte della “Ley de Etiquetados”, la nuova normativa sulle etichettature.

In pratica, per contrastare l’obesità dilagante, il governo ha scelto come prima cosa di esigere un’etichettatura più completa che riporti una sorta di esagono nero sulle confezioni di quei cibi che contengono quantità di zuccheri, sodio, calorie e grassi saturi superiori a quelle stabilite dal ministero della Salute. Vietate anche la pubblicità e la promozione di questi alimenti.

Un alimento viene considerato sano se contiene meno di 800 milligrammi di sodio o il 22,5 % di zucchero; è facile intuire quindi, quanto risulti arduo trovare qualcosa senza etichetta nera nei supermercati. Le scuole, inoltre, dovranno prevedere nei programmi didattici l’educazione alimentare.

Ovviamente non si sono fatte attendere le reazioni, a iniziare proprio dalla Ferrero. In una nota l’azienda ha detto che “si riserva i diritti di attivare le istituzioni nazionali e internazionali per arrivare a una soluzione giuridica”.

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