S&p riduce il rating ucraino a ‘default selettivo’

Standard and Poor’s ha di nuovo abbassato il rating del credito dell’Ucraina, affermando che l’accordo di ristrutturazione del debito del paese dilaniato dalla guerra “equivale al default”. S&P ha tagliato il rating dell’ucraina da ‘CC/C’ a ‘SD’, default selettivo, osservando che la maggioranza dei detentori di eurobond ha accettato di differire i pagamenti del debito di 24 mesi.

Un accordo di compromesso con i russi sarà possibile solo dopo che avremo liberato tutti i territori occupati, tornando alle frontiere del 1991. Lo ha detto il ministro ucraino della Difesa, Oleksii Reznikov, intervistato da Ukrinform. “Vinceremo questa guerra, libereremo i nostri territori, li libereremo tutti. Compromessi saranno possibili solo se avranno abbandonato la nostra terra, allora discuteremo il futuro dei rapporti di vicinato fra Ucraina e Russia”, ha affermato.

In Russia il prodotto interno lordo ha subito una contrazione del 4% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rende noto l’agenzia di statistica russa. Nel periodo da aprile a giugno, il Pil “è stato pari al 96% del valore raggiunto nello stesso periodo del 2021, secondo le stime preliminari”, ha fatto sapere Rosstat, pubblicando i primi dati trimestrali completi da quando Mosca ha lanciato la sua offensiva militare in Ucraina alla fine di febbraio

“La struttura di Zaporizhzhia non deve essere utilizzata come parte di alcuna operazione militare. Sostengo la richiesta di smilitarizzazione dell’area a partire dal ritiro completo delle forze russe e sollecito l’Aiea a recarsi in visita. La Russia deve immediatamente restituire il pieno controllo al legittimo proprietario sovrano, l’Ucraina”. Lo ha scritto su Twitter l’alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell.
Dopo Germania e Stati Uniti anche l’Italia prende le distanze dalla proposta di sospendere il rilascio dei visti turistici confronti di cittadini russi, come ulteriore misura punitiva per la guerra all’Ucraina. Come si legge in una dichiarazione scritta rilasciata all’AGI, “la Farnesina rileva che detta misura non è attualmente in discussione da parte italiana. Il nostro Paese – sottolinea il ministero degli Esteri – sostiene convintamente e applica rigorosamente l’impianto sanzionatorio attivato a seguito dell’ingiustificata aggressione del governo russo nei confronti dell’Ucraina, confermando che esso, come concordato in ambito Ue, non mira a colpire la società civile russa”.
“Dall’inizio della guerra è stata la terza conversazione telefonica tra Papa Francesco e il presidente Zelensky. Ringraziando per la preghiera e il sostegno umanitario, l’Ucraina conferma ancora: lo stato e la società ucraini saranno felici di salutare il Santo Padre. Il tocco papale alla terra sofferente può aiutare a fermare la guerra e creare la pace”. Lo afferma su Twitter l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash.
La Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea, intende portare al consiglio informale degli Affari Esteri, previsto a Praga per il 30-31 agosto, la questione del “blocco dei visti per i comuni cittadini russi”. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri ceco. “Il blocco dei visti da parte di tutti gli Stati Ue potrebbe essere un’altra sanzione molto efficace contro la Russia”, si legge nella nota.
“Ho parlato con il Papa. L’ho aggiornato sull’aggressione della Russia contro l’Ucraina, dei suoi crimini orribili. Sono grato al pontefice per le sue preghiere per l’Ucraina. Il nostro popolo ha bisogno del sostegno dei leader spirituali mondiali che dovrebbero trasmettere al mondo la verità sugli atti di orrore commessi dall’aggressore in Ucraina”. Così su Twitter il presidente Volodymyr Zelensky.
A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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