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ORDINE DI MALTA LINFA DEI PRINCIPI UMANITARI

In un mondo dove le crisi si aggravano e si moltiplicano, il dialogo tra le religioni e il contributo dei leader religiosi alla soluzione dei conflitti è cruciale, mentre le fedi possono dare nuova linfa ai principi umanitari, in declino in tanti scenari internazionali. Lo sottolinea il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta Albrecht Boeselager, intervistato dall’ANSA al margine del G20 sul dialogo interreligioso di Bologna.

Nel mondo ci sono molte sfide per il lavoro umanitario, i conflitti stanno aumentando o peggiorando: si pensi ai conflitti in Medio Oriente, nell’Africa subsahariana ed altrove. Ci pongono una grande sfida, così come il Covid. In occidente pensiamo magari di essere già in un’era post-Covid, ma nel Terzo mondo la pandemia sta crescendo rapidamente, e nessuno sa prevedere quali saranno gli effetti a lungo termine e quando sarà riportata sotto controllo. Un primo effetto lo vediamo già, il brusco stop all’economia africana“.
In questo quadro internazionale di grande incertezza e difficoltà, le attività umanitarie dell’Ordine non si fermano e puntano al coinvolgimento di altre fedi e confessioni. “Uno dei migliori esempi di collaborazione è il Libano – spiega Boeselager -. Là lavoriamo con tutte le religioni e confessioni: sciiti, sunniti, drusi e molte confessioni cristiane. Alcune cliniche le gestiamo in cooperazione. Penso che in Libano, un Paese vicino al completo collasso, dove aumenta molto la povertà, la cooperazione con altre religioni provi che la nostra volontà a lavorare con altri faccia la differenza“.

Il Gran Cancelliere si sofferma anche sull’Afghanistan, uno dei temi più in alto nell’agenda internazionale. “Questa crisi ha due effetti importanti che noi dobbiamo tenere d’occhio: uno è il declino della reputazione dei valori occidentali, tra cui i valori umanitari, spesso considerati valori propri dell’Occidente. Il che rende ancora più importante cercare altre fonti che promuovano i valori umani. Per noi una delle fonti di questi valori sono le religioni; ecco perché questo evento a Bologna è così importante. Secondo effetto: i Paesi europei sono molto preoccupati dal possibile flusso di rifugiati. E così incoraggiano i Paesi vicini ad accoglierli: i Paesi europei sono quindi pronti a dar loro molti soldi. Noi siamo preoccupati che le migrazioni, o la minaccia di non fermare i migranti diventi un ‘modello di business’, o un ricatto: pagate o manderemo migranti verso l’Europa. Possiamo già osservarlo in diversi luoghi“.

In quasi tutte le religioni – conclude – c’è la protezione della vita, la ricerca della pace, l’ospitalità per gli stranieri. Sono una potente fonte di valori etici, la politica dovrebbe attingere a questa fonte più che in passato. Siamo lieti che molti governi lo abbiano capito, e lo stesso accade a livello Onu. Questa occasione di Bologna è un’eccellente opportunità per promuovere questa politica. La politica estera che non consideri la cultura religiosa, il potenziale dei leader religiosi, non è completa. Più ne parliamo, più ci sono rapporti tra le religioni, meglio è. Le leggi umanitarie sono in declino, le religioni sono una delle poche fonti rimaste per dare linfa a questi principi“.

SI RINGRAZIA ANSA NEWS

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

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