C’è necessità di avere vaccini nuovi per intervenire sul tasso dei contagi causati dalle nuove varianti, così l’Organizzazione mondiale della sanità che afferma “una strategia di vaccinazione basata su richiami ripetuti dei vaccini attuali ha poche possibilità di essere appropriata o sostenibile – ha spiegato l’Oms – in attesa che questi nuovi vaccini siano disponibili, occorrerà forse aggiornarne la composizione per garantire che continuino a fornire il livello di protezione raccomandato dall’Oms contro l’infezione e la malattia causata dalle varianti“.

Esprime preoccupazione sulla situazione in Europa anche Marco Cavaleri – capo della strategia vaccinale dell’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali – :”La situazione epidemiologica continua a essere preoccupante, ma – aggiunge – sembra che Omicron causi meno gravi malattie rispetto alla Delta: il rischio di essere ricoverato dopo il contagio con la variante è di circa la metà rispetto alla variante Delta“. Il via libera dell’Ema a un vaccino specifico per la variante Omicron potrebbe arrivare “tra aprile e maggio” ha poi aggiunto Cavaleri, sottolineando però che è importante “che ci sia una discussione globale su cosa sia meglio nell’interesse della salute pubblica“.

La variante Omicron minaccia di sopraffare il personale sanitario“, così in una dichiarazione il direttore regionale Oms Europa, Hans Kluge secondo il quale “Il modo in cui ogni paese risponde ora deve essere informato sulla base della situazione epidemiologica, delle risorse disponibili, dello stato di avanzamento della vaccinazione e del contesto socio-economico“.

Secondo Kluge i tassi di mortalità rimangono stabili e continuano a essere più alti nei paesi con un’elevata incidenza del Coronavirus, combinata con una minore diffusione delle vaccinazioni. Ben 50 dei 53 paesi in Europa e in Asia centrale hanno segnalato casi di Omicron. “Sta rapidamente diventando il virus dominante nell’Europa occidentale e ora si sta diffondendo nei Balcani“.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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