Verso la fine degli anni settanta, Olindo  – per gli amici Olii, un avvocato che è riuscito a farsi strada e che vive di rendita, diventa in quel periodo un imperatore della notte romana. La sua giornata inizia e finisce nella zona di via Veneto, nel quartiere nobile della capitale, dove Federico Fellini portò alla luce “la dolce vita”, mettendo in risalto i locali tipici di quell’epoca fantastica uno fra tutti il CAROUSEL, un vero e proprio ritrovo.

Olndo con la sua spensierata gioventù trascorre le sue serate alternandosi tra il pippotto (striscia di cocaina rosa), fornito  da Beppe il Giapponese, le penne all’arrabbiata e lo champagne consumati in compagnia di Frida (una giovane entraineuse argentina di cui è amante) e la grande passione per la musica.

De Maraglis appare come l’ultimo vero protagonista di quella “dolce vita” felliniana romana e, ormai, al tramonto. A fare da sfondo è una Roma sotterranea  con le sue storie celate e le sue strade illuminate da vecchi lampioni gialli dove i primi spacciatori trovavano tra i loro clienti puttanieri, le prostitute stesse, ma anche vip dello spettacolo e del cinema.

La città eterna e lo stesso paese stavano però cambiando, si ritrovarono sempre più in balia di estremismi, di rivoluzioni universitarie e di terroristi che segneranno inevitabilmente la fine di una stagione e l’inizio di un nuovo ciclo. Sarà questo motivo che spingerà Olindo a cambiare vita, finalmente?

Un enigma che nemmeno Nettuno, bensì nella capitale abbia conosciuto virtualmente: Enzo Lamorgese, Michele Azzarone, Gianni Sparla, Gil Cagnè, Umberto Bindi e Walter Chiari, è riuscito a catturare.

Che dire di Omar, amico carissimo dai tempi del Paradiso di Covignano, che come un eremo del santo ballo, guardava l’altra “dolce vita” di Rimini non distante per motivi ideologici da quella imperiale avvolta durante la notte dove la luna con la sua pienezza sorvegliava il popolo tra uno sbadiglio e l’altro?

Oggi presso la libreria Mondadori di Cesena in viale Carducci, è stato presentato questo nuovo romanzo, scritto con grande passione e il pianto della nostalgia. Posso solo limitarmi a dire, senza demagogia, che I FANTASMI DI VIA VENETO, hanno segnato un’epoca per molti di noi e che anche i giovani, le nuove generazioni, leggendo il testo molto fluido dell’autore pesarese, capirebbero che tra le virtù di allora, dalla notte all’alba vivevano sbandati sani con una ideologia non solo fatta dal buon costume, ma dal senso di appartenenza.

Consiglio a tutti di leggere questo romanzo che non potrà mai tramontare, viceversa crescerà nel tempo con un lungo cordone ombelicale.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Repertorio

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