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NUOVO DPCM VERSO IL COPRIFUOCO

E’ terminato il vertice tra l’esecutivo e i rappresentanti di Regioni, province e Comuni, per quanto è stato trapelato da fonti governative, si va verso lo stop alla mobilità fra regioni tranne per lavoro e ragioni sanitarie. Boccia: con Rt sopra soglia interventi scattano in automatico. La richiesta dei sindaci: chiusure pianificate in base al rischio.

Coprifuoco e chiusura dei negozi alle 18, chiusura dei centri commerciali la domenica, trasporti pubblici pieni al 50 per cento, chiusura dei musei, didattica a distanza al 100 per cento dalla terza media in poi, stop alla circolazione tra regioni.

Sono queste le misure che dovrebbero essere contenute nel nuovo Dpcm, illustrate dal premier Giuseppe Conte in serata ai capi delegazione della maggioranza dopo la riunione in mattinata con i governatori delle regioni. Riunione interlocutoria, aggiornata a lunedì mattina.

Si lavora su una nuova stretta, ma non mancano i disaccordi come è emerso nella riunione con i governatori, convocati nuovamente per domani alle 9. Le Regioni chiedono interventi uniformi in tutta Italia e più di qualcuno avrebbe espresso perplessità su una chiusura generalizzata. Lombardia, Piemonte e Liguria, in particolare, avrebbero prospettato la possibilità di limitare gli spostamenti solo per le categorie più fragili, a partire dagli over 70. Un’ipotesi non presa però in considerazione dal governo. L’opzione di un lockdown generale, come detto, non piace a tutti.

Tra i più critici c’è il governatore della Liguria, Giovanni Toti.
Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown», ha scritto l’esponente del centro-destra in una nota per poi proporre la sua ricetta. «Proteggendo i nostri anziani di più e davvero, la pressione sugli ospedali e il numero dei decessi diventerebbero infinitamente minori. Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero. Speriamo ci sia saggezza stavolta e non demagogia.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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