Due anziani su 10 vivono in condizione di isolamento sociale. È quanto emerge dai dati raccolti dalla sorveglianza Passi d’Argento pubblicata sul sito dell’Istituto superiore di Sanità. Il coronavirus e i vari lockdown, uniti alle regole del distanziamento sociale, stanno avendo ancora ripercussioni sugli over 65: solo uno su quattro nel 2020 è riuscito a dare un contributo in famiglia o nella società

La paura e il rischio del contagio stanno frenando in maniera importante il contributo che i nonni hanno sempre dato alla loro famiglia. E si è drasticamente ridotta anche la loro partecipazione alla vita sociale e il contributo alla collettività.

L’analisi mette in luce come, con la pandemia, si sia ridotta in maniera significativa e trasversale la partecipazione degli over 65 alla vita sociale. Crollano gite fuori porta, vacanze e viaggi organizzati, momenti di aggregazione, ritrovi al bar o in luoghi ricreativi come i Centri anziani

Il distanziamento sociale e la paura del contagio ha ridotto drasticamente, come detto, anche l’apporto dei “nonni” in famiglia e in società. Si calcola che la quota di “anziano risorsa” sia passata dal 30% del 2019 al 25% del 2020. Su questo risultato è possibile abbia influito anche la volontà di tutelare i propri cari più anziani dal rischio contagio

Fino all’anno scorso i nonni avevano un ruolo attivo nel ménage familiare e della collettività: il 19% si prendeva cura del proprio congiunto, il 14% di familiari o degli amici non conviventi ma in difficoltà e il 5% partecipava ad attività di volontariato.

Una quota importante di anziani aveva poi l’abitudine di partecipare a iniziative di aggregazione: il 20% degli ultra 65enni si iscriveva a eventi sociali come gite e soggiorni organizzati, mentre il 5% si dedicava alla propria formazione, frequentando corsi di lingua straniera, di cucina, partecipava a corsi di formazione per l’utilizzo del computer o a percorsi presso le Università della terza età.
I dati del quadriennio 2017-2020, mostrano che circa due ultra 65enni su dieci vivono in una condizione di isolamento sociale. Il 20% dichiara che, nel corso di una settimana “normale”, non ha avuto contatti, neppure telefonici, con altre persone e il 71% di non aver frequentato nessun punto di aggregazione o incontro

Questa condizione di isolamento sociale è più frequente con l’avanzare dell’età e quando le condizioni economiche sono più precarie: il 40% è infatti rappresentato dagli ultra 85enni, il 30% da chi fatica a sbarcare il lunario. A questo si aggiunge anche un 26% di individui anziani che hanno un basso livello di istruzione. Questo dato è particolarmente significativo al Centro-Sud dell’Italia.Importanti le ripercussioni su chi ha disabilità: la percentuale arriva al 56%.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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