De Ketelaere un giovane promettente, il Milan attende

Un po’ di riposo non fa mai male e quello dei calciatori che il mondiale non lo giocano, è per giunta assai gradito, essendo questa una stagione “compressa” nei suoi tempi di svolgimento proprio dall’impegno in Qatar.
Pochi giorni però e si tornerà ad allenarsi, con ritiri mai visti nel periodo ed amichevoli che dovranno servire a riprendere ritmo e condizione fisica.
Ciò che non si è interrotto sono le voci ed i contatti di un mercato che riaprirà tra poco più di un mese, magari con qualche protagonista inatteso, tra chi potrebbe aver avuto proprio nel mondiale, una vetrina preziosa.

Quello di gennaio è solitamente un mercato dove i grandi nomi difficilmente si muovono, ma dopo l’affare Vlahovic della stagione scorsa, chissà che anche quest’anno le trattative non portino solo affari di piccolo cabotaggio.
D’altra parte, oltre al mondiale ed a chi saprà impressionare gli addetti ai lavori, c’è da fare i conti con gli infortuni ed anche con il rendimento non sempre positivo degli arrivi estivi.

Certo inseguire il Napoli per contendergli il tricolore non sarà facile e la speranza di un calo degli azzurri, deve essere supportato da una crescita delle antagoniste, sin qui non proprio e non tutte perfette.
Chiaramente le preoccupazioni per la stagione anomala valgono per tutti, e pensare che bastino gli rientri dei lungo degenti, per cambiare completamente il rendimento, sembra anch’essa più una speranza che una certezza. Chi più chi meno ha dovuto fare i conti con infortuni sempre maggiori nel numero e gravi nella tipologia; per quanto siano giovani ed atleti, un crociato è sempre un qualcosa che necessita di tempi lunghi per la guarigione.
Oltre alle assenze, ho già fatto cenno al rendimento, che non sempre è quello atteso, da parte di alcuni dei protagonisti più attesi; magari decantati alla prima insignificante amichevole e poi rimasti in una sorta di anonimato quasi inspiegabile.

“Quasi”, appunto, perché difficilmente si considera che per la maggior parte si tratta di ragazzi giovani, oltre che stranieri, abituati quindi ad un ambiente ed un modo di vita completamente diverso, pure calcisticamente parlando. Il fatto è che si tratta di ragazzi costati cifre incredibili, cosa questa che può essere un ulteriore problema, un freno, come se vivere e giocare in Belgio piuttosto che in Francia, fosse poco più che una quisquiglia.

Il milanista De Ketelaere è forse colui che più ha sin qui deluso, specie rispetto alle attese; l’estenuante trattativa ed i quasi quaranta milioni spesi per il solo cartellino, hanno creato il “campione” prima che a decretarlo fosse il campo di San Siro, la maglia rossonera. Il ragazzo è un 2001 e mi pare sia giusto dargli il tempo di ambientarsi, di trovare le misure di un mondo che non è il suo; certo, il Bruges non è società di scarso rilievo, ma tra la bellissima città belga e Milano, c’è una differenza abissale.

Certo DK sa giocare al pallone, ma questo non significa che sia davvero un campione, o che possa trovare in Italia la conferma delle sue qualità, però ripeto, che è giusto aspettarlo con la pazienza necessaria.
Il discorso vale per lui come per tanti altri, prima troppo esaltati e poi considerati poco meno che bidoni; tutti sperano di essere e vedere il campione, ma la giusta misura per attese e giudizi non sarà mai sbagliata, neppure nel calcio.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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