Il premio Nobel per la pace al bielorusso dissidente Bialiatsky

Premio Nobel a Bialiatski e a due ong, russa e ucraina

Assegnato per “lo sforzo eccezionale nel documentare i crimini di guerra, le violazioni dei diritti umani e l’abuso di potere

Il Nobel per la Pace è stato concesso al dissidente bielorusso Ales Bialiatski, e alle organizzazioni Memorial e al Center for Civil Liberties in onore “dell’impegno in difesa dei diritti umani e del diritto di criticare il potere, di difesa dei diritti dei cittadini per i diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere, per aver documentato crimini di guerra“, è stato annunciato dal Comitato per il Nobel a Oslo.

La presidente Chair Berit Reiss-Andersen nel suo annuncio ha spiegato: “Insieme dimostrano l’importanza della società civile per la pace e la democrazia”, aggiungendo che “i vincitori del premio Nobel per la Pace rappresentano la società civile nei loro paesi d’origine. Da molti anni promuovono il diritto di criticare il potere e tutelare i diritti fondamentali dei cittadini“.

Ales Bialiatski è un attivista bielorusso, presidente della ONG per i diritti umani Viasna, che fondò nel 1996 per dare assistenza finanziaria e legale ai prigionieri politici e alle loro famiglie. È attivo in proteste antisovietiche per la democrazia dagli anni Ottanta. In quegli anni organizzò anche le prime proteste antisovietiche. È stato arrestato nel 2011 in Bielorussia per evasione fiscale.

Memorial è una storica ONG per i diritti umani fondata in Russia nel 1987 da Andrei Sacharov (che vinse il premio Nobel per la Pace nel 1975) e da altri attivisti per i diritti umani, in concomitanza con la caduta dell’Unione Sovietica con l’obiettivo di documentare e testimoniare i delitti e gli abusi dell’era sovietica, in particolare del periodo stalinista. Negli anni successivi è diventata la più grande ONG della Russia in difesa dei diritti umani e dei prigionieri politici. La sede russa di Memorial è stata chiusa nell’aprile di quest’anno, dopo che il regime di Vladimir Putin ha ristretto la libertà di espressione delle ONG e dei media a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina.

Centro per le libertà civili è un centro studi e un’associazione ucraina con sede a Kiev, che prima della guerra lavorava per rafforzare lo stato di diritto in Ucraina. Dopo l’invasione da parte della Russia, si è impegnata nella documentazione dei crimini di guerra compiuti dall’esercito russo in Ucraina.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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