Non ce l’ho con i no vax, ma vaccinarsi è la soluzione. Non possiamo continuare a diffondere l’alibi che questo virus si cura a casa. Basta”. Con queste parole pronunciate a ‘Radio Anch’io’, trasmissione in onda su Rai Radio 1, Luca Zaia, governatore del Veneto, ha spiegato la decisione delle Usl venete di non effettuare tamponi a pagamento per i non vaccinati. Secondo quanto riferito dal presidente, infatti, l’83% dei contagiati della regione sarebbe proprio non vaccinata.

Stop tamponi ai no vax: il motivo legato alla carenza di personale
La riduzione dei tamponi a pagamento per i non vaccinati disposta dalle Usl del Veneto è una scelta dettata anche per recuperare personale. Lo stesso Zaia (non è l’unico della Lega contro i no vax: c’è anche Cristian Invernizzi, chi è e quanto guadagna) ha spiegato che “ci sono delle priorità” e in questa fase, con un’alta circolazione del virus, “siamo arrivati quasi al collasso dei tamponi per uso diagnostico“.

Dunque, la motivazione sarebbe anche logistica: la Regione Veneto, attraverso il suo governatore, ha spiegato di voler concentrare le risorse disponibili sulla campagna vaccinale per “arrivare a un Natale in cui poter considerare superata l’attuale ondata di contagi”.

Stop tamponi ai no vax: in quali centri è già realtà
Il primo centro del Veneto a seguire la direttiva del governatore è stata, come riportato dal ‘Corriere della Sera’, l’Usl Euganea: non sarà più possibile prenotare i tamponi a pagamento per ottenere il Green pass necessario per andare al lavoro (ecco quanti sono i lavoratori no vax: la classifica delle regioni). Sulla stessa scia l’Usl Serenissima (per chi non è vaccinato resta valida l’opzione tampone in farmacia, i punti di primo intervento di piazzale Roma e piazza San Marco a Venezia, e gli altri hub della Serenissima).

Anche la provincia di Verona ha deciso di bloccare le richieste di tamponi a pagamento. Sarà possibile prenotare un test solamente per coloro che ne hanno diritto gratuitamente, ha sottolineato l’Usl Scaligera, aggiungendo che i tamponi saranno effettuati alle persone inviate dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica, dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta, dalle scuole o all’interno dei programmi di screening, oltre a pazienti, visitatori, familiari dei reparti di degenza, Pronto Soccorso e ambulatori, secondo specifici protocolli aziendali.

Per quel che riguarda invece l’Usl Berica sarà possibile pagare un tampone se la data prenotata non va oltre il 15 dicembre. Dopodiché anche questa Usl dovrebbe destinare medici e infermieri alla campagna vaccinale: i Covid point saranno riservati ai pazienti che hanno diritto al test gratuitamente, ma se avanzeranno disponibilità potranno essere accolti anche i no vax, ha spiegato il dg Giusi Bonavina (Europa verso l’obbligo vaccinale: multe fino a 7.200 euro per i no vax).

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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