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MOTORI TRA CONFERME E SORPRESE

La stagione di Formula 1 e Moto GP ha assegnato i Titoli Mondiali 2020, con le quattro ruote che hanno ancora una volta ribadito il predominio di Hamilton e della Mercedes, mentre sono le due ruote, orfane di Marquez, ad aver regalato un Mondiale risoltosi solamente al penultimo appuntamento a favore del giovane pilota Suzuki, Joan Mir.

Nessuna novità dunque dalla Formula 1, con il “solito” dominio delle frecce d’argento (anche se quest’anno la livrea è nera), dominanti su tutti i fronti e che solo nell’ultimo Gran Premio si sono visti portare via la Pole Position, sotto la pioggia battente e comunque finita alla Racing Point di Lance Stroll, ovvero una Mercedes mascherata di rosa!
Lewis Hamilton con il Mondiale conquistato ha eguagliato il record di vittorie, sette, detenuto da Michael Schumacher, dopo aver superato il tedesco in fatto di pole e vittorie dei GP; ormai l’inglese è lanciato verso il superamento di tutti i record possibili ed immaginabili, anche perchè fino a che non cambieranno gli attuali regolamenti, non si vede chi possa contrastare il dominio suo e della Mercedes.

La casa tedesca è riuscita ad interpretare al meglio i regolamenti e trovato le giuste interpretazioni di punti che indubbiamente hanno zone grigie che “permettono” di restare al limite e/o magari andare anche oltre le regole, senza che si possa dire abbiano superato i limiti; ed a tale proposito bisogna anche sottolineare come spesso ci sia anche una sorta di “potere” (negli anni passato via via da Ferrari, Red Bull ed oggi a loro) che finisce per essere accettato anche quando si viene trovati con le mani nella marmellata, come successo in stagione alla Mercedes2, la Racing Point appunto.

Certe cose sono sempre successe e sempre succederanno, e le conseguenze dipendono spesso da tante variabili come ad esempio possono essere i motori; quante case infatti producono iggi motori per la Formula 1? Se si finisce che la Mercedes fornisce oltre la metà delle Scuderie, quanto potere può essere esercitato con i propulsori come mezzo di (diciamolo pure) ricatto?
Quella di oggi sembra sempre più la Formula Mercedes invece della Formula 1, ma sino a che nessuno avrà modo di opporsi regolamenti alla mano, cosa può cambiare?

Molto diverso è invece il discorso della Moto GP, orfana di Marquez e quindi aperta ad ogni soluzione ed ancor più “destabilizzata” dalle scelte di mercato per il 2021, alcune anticipate di molto rispetto ad una situazione di classifica mondiale aperta e tutta da giocare; vero che anche in Formula 1 ci saranno molte novità ed alcune, come quella di Vettel, decise prima ancora che la stagione iniziasse, ma nel campionato delle due ruote non c’è una Mercedes…

Certo l’infortunio e la prolungata assenza di Marquez hanno cambiato radicalmente i giochi, ma ci si aspettava che la situazione finisse in mano a Yamaha e Ducati, mentre alla fine è stato un pilota Suzuki a trionfare ed oltretutto con un solo successo, che al massimo può essere raddoppiato, ma comunque che rappresenta a suo modo un record in fatto di vittorie di un Mondiale.

Ci si aspettava Dovizioso, Vinales, Quartararo ed invece ecco spuntare la sorpresa di un ventitreenne spagnolo che ha saputo mettere in fila tutta la concorrenza, guidando sempre bene, senza strafare, con una moto definita da alcuni avversari come la più “semplice” sia da guidare che come costruzione ed innovazione; moto che ha portato anche l’altro suo pilota, Alex Rins, ad occupare la terza posizione della classifica, con la possibilità nell’ultimo GP di arrivare sul secondo gradino del podio.
Bravissimi dunque Mir e la Suzuki, mentre non si può certo dire lo stesso di Yamaha, Ducati ed Honda, con la prima che ha “giocato” con motori oltre il limite consentito, la seconda che ha dato presto il benservito ai propri piloti ufficiali e la terza che, senza Marquez ha dimostrato di non essere competitiva, avendo puntato tutto sul campione spagnolo ed essendosi giocoforza ritrovata con il fratellino ancora acerbo ed un giapponese alquanto discontinuo.

Relativamente ai piloti, Vinales ha confermato di essere il solito discontinuo, Quartararo partito come un fulmine è andato via via perdendo mordente e dimostrando di essere potenzialmente un campione, ma anche di dover fare tantissima strada prima di esserlo veramente; bersagliato dalla sfortuna è stato Valentino Rossi, che ha perso la sella della moto ufficale per la prossima stagione, ha commesso qualche errore, ma tra Covid e rotture qualche recriminazione può sollevarla, mentre il “suo” allievo, Franco Morbidelli, pur con una moto del 2019 (però migliore di quella ufficiale) ha saputo vincere tre gare e giocarsi il Mondiale sino alla fine.

Poco diverso nella sostanza il discorso Ducati, che troppo presto ha deciso di ufficializzare il mancato rinnovo a Dovizioso e Petrucci, in favore di Miller e Bagnaia, dando l’impressione di puntare da subito sui piloti Pramac più che su quelli ufficiali; l’impressione magari sarà sbagliata, ma davvero Dovi è pilota che parte a metà schieramento e fatica a finire nei primi cinque/sei sul traguardo, se gli si dà in mano una moto competitiva? Dopo tre secondi posti mondiali credo che la Ducati abbia giocato sulle ripicche nei confronti di un pilota sempre affidabile ….

…. Troppe sono le cose che hanno contribuito al distacco, anche relative a precedenti stagioni, anche relative alle voci su un ritorno di Lorenzo, che campione lo è stato, ma che sia in Ducati che in Honda ha dimostrato di essere buono per la pensione anticipata, altro che essere ancora un vincente ….

Un po’ diverso il discorso di Petrucci, bravo ma non all’altezza di essere un top, pur se, anche con lui, la gestione ducatista è parsa piuttosto carente, sotto l’aspetto umano ma anche tecnico, con i risultati sotto gli occhi di tutti!
La stagione, sia su due che su quattro ruote non è però ancora finita, in Formula 1 ci sono ancora tre gare da disputare, mentre quello del prossimo fine settimana sarà l’ultimo appuntamento delle due ruote, con molte cose ancora da scrivere, per la voglia di rivalsa o comunque di riemergere di molti piloti, anche a giochi fatti, e con alcune scuderie cui piacerebbe finire la stagione prendendosi qualche soddisfazione per se ed i propri tifosi.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Getty Image

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