Dopo circa due anni di indiscrezioni e mezze notizie, è arrivata l’ufficialità: la nuova caserma dei Carabinieri sorgerà nell’area Montefiore e verrà costruita da Conad, che in cambio riceverà un significativo ampliamento dell’insediamento.
Premesso che Conad fa il suo mestiere di impresa privata che cerca di massimizzare il suo profitto, inseguendo le sue legittime strategie aziendali con lodevole determinazione, quello che occorre chiedersi è cosa ci guadagna la città e a che prezzo.
Al netto di quanto dichiarato dalla Giunta (che, ovviamente, tende a minimizzare), e considerando sia le variazioni di destinazioni d’uso già previste che i veri e propri nuovi ampliamenti previsti, l’Amministrazione Comunale concede circa 7.500 mq di nuovi spazi commerciali e 2.000 mq di nuovi spazi direzionali.
Il tutto a fronte di un investimento di Conad per la caserma pari a 5.750.000 euro.
Con il classico “conto della serva”, questi 9.500 mq di commerciale e direzionale vengono a costare a Conad 580 Euro al mq.

Ci pare un buon affare, considerando anche il probabile consistente aumento del giro di affari complessivo. La città, invece, guadagnerà una nuova caserma, sicuramente moderna e logisticamente ben posizionata. Tuttavia, continuiamo a non capire perché non ci sia stata la medesima solerzia per il trasferimento della Polizia di Stato al CAPS (è del 2012 il nostro ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale), e perché non si sia presa nella dovuta considerazione l’ipotesi del trasferimento della caserma dei Carabinieri nella sede dell’ex tribunale (si è detto che sarebbero stati necessari importanti lavori di adeguamento sismico, che peraltro potevano venire ripagati con il canone annuo di affitto).
Oltre alla caserma, la città guadagnerà un centro commerciale praticamente raddoppiato, con 5 attività medio-piccole e medio-grandi non alimentari e l’ampliamento della struttura alimentare (che passa da “medio grande” a “grande”).
Si passa da un “piano integrato” che prevedeva almeno il 25% di residenziale, ad un “centro commerciale di attrazione di livello inferiore”, per il quale occorre una variante al PTCP (il piano regolatore provinciale, per intenderci). Quindi parliamo di una struttura commerciale che non era stata prevista nel disegno urbanistico complessivo del nostro territorio.

Ci resta da capire anche che fine fanno gli spazi verdi. E il residenziale che era inizialmente previsto?
Visto che oggi non tira molto, lo lasciamo fare al pubblico (più o meno mascherato) nel futuro Quartiere Novello, dove si è all’affannosa ricerca di ridisegnare un progetto che ormai non piace più a nessuno, troppo grande per le esigenze attuali. I rischi al pubblico, il business al privato.
Crediamo non serva spendere parole sulla capacità di attrazione dell’area Montefiore così ingigantita, e sulle campane a morto che suonano sempre più cupe per il Centro Storico, abbandonato a sé stesso e svuotato perfino dell’accessibilità. Forse oggi, la decisione della chiusura del parcheggio di Piazza della Libertà diventa più chiara per i tanti che hanno creduto alle favole dell’aria pulita e dei bambini festosi nelle piazze.

Nonostante tutto, e lo diciamo senza ironia, bisogna anche ringraziare Conad: a seguito di una modifica progettuale della caserma, si risparmieranno 250.000 Euro che verranno utilizzati per la realizzazione di arredo urbano all’interno del Centro Storico.
Quello che non fa il Sindaco (perché a lui il Centro Storico non interessa), lo fa qualcun altro. Anche su questo, crediamo non servano parole.
Se l’Amministrazione avesse un minimo di lungimiranza, con i 200.000 Euro di affitto annuale della nuova caserma (sempre che vadano a lei) ci pagherebbe le rate di un mutuo acceso per la realizzazione di un parcheggio interrato a servizio del Centro Storico.
Ma, anche qui, siamo nel campo delle favole.

Luigi Di Placido, Liberaldemocratici per Cesena

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