TOMASO MONTANARI STORICO DELL' ARTE
Tomaso Montanari, nato a Firenze il 15 ottobre 1971 è uno storico dell’arte, un saggista e attuale Rettore dell’Università per stranieri a Siena dal 1921. 

Sempre alla ricerca di visibilità, tipica condizione dei sinistroidi e dei Radical Chic, che diversamente vivrebbero nell’ombra, non contento d’aver accusato di “fascismo” la Premier Meloni (accusa fatta nella piena certezza che il fascismo non esite più, diversamente sarebbe vissuto nel silenzio più totale), nel suo delirio, nel suo orgasmo celebrale torna all’attacco e condanna La Premier Meloni di “alleanza con la Mafia”.

Nella sua qualità di Rettore Universitario e in quella che ritiene la sua somma cultura, dopo aver “tirato” in causa il Giudice Paolo Borsellino, scatta, alla presentazione del libro “La sciagura” di Andrea Scanzi per Paper First, la Casa Editrice del quotidiano Il Fatto Quotidiano, la sua “accusa” senza ritegno alcuno

Il giornalista Sommi, in collegamento con il Montanari all’evento, ha voluto ricordargli che uno dei motivi che spinse Giorgia Meloni ad entrare attivamente in politica fu proprio la morte del Giudice Borsellino, ucciso nell’attentato del 19 luglio 1992 a Palermo, organizzato dalla Mafia. Una strage in cui persero la vita anche tutti componenti la scorta e che riteniamo doveroso ricordare: Agostino Catalano, Emanuela Loi, prima agente donna uccisa in servizio, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. 

All’epoca dei fatti, Giorgia Meloni, che da poco aveva festeggiato i 15 anni, entrò nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile alla quale era iscritto anche il Giudice Borsellino sempre presente alle feste fino al 1990. Decise in seguito di proporsi al Movimento giovanile del MSI, motivata dal desiderio profondo di accentuare la lotta alla Mafia, cosa che ha ampiamente dimostrato dopo la sua nomina con il provvedimento relativo all’ergastolo ostativo.

La Premier Meloni, spesso ha ricordato e ricorda questo “momento” del suo passato, un tragico evento che l’ha portata ad un forte impegno politico fino a raggiungere l’attuale posizione di Premier del Governo Italiano e non per i giochi di palazzo, abituali per la sinistra, ma eletta a pieni voti dal popolo sovrano votante, cosa che, come ben evidente, disturba la sinistra, finita all’opposizione.

Montanari, forse invidioso del successo ottenuto dalla Meloni, tenta di “storpiare” la Storia, adattandola alle sue fanatiche ideologie e infanga deliberatamente la figura della Premier, affermando: “Lei è scesa in politica per commemorare la memoria di Paolo Borsellino? È una versione vergognosamente falsa: è scesa semmai in politica per finirlo, se fosse stato ancora vivo, per distruggerne la memoria. Cioè, tu scendi in politica per onorare la memoria di Borsellino e ti allei con la mafia, mi pare che non faccia una grinza nella logica, proprio.”

Il Rettore dell’Università di Siena, Tomaso Montanari, nella sua ipocrita piccolezza, crede di aver segnato “un gol storico” e sicuramente, per paura di perdere la sua “poltroncina”, affermando che trattasi solo di una provocazione personale, e ritiene di aver offeso nel suo intimo la Premier Meloni aggiungendo in chiusura del suo pensiero: “Mentendo spudoratamente sulle proprie scelte di vita che l’hanno portata a svolgere un’attività pubblica partendo dal basso, è riuscita a sfregiare un’icona indiscussa come il magistrato palermitano, che venne ucciso per ordine di Matteo Messina Denaro.”

Come possiamo accettare che un Rettore e docente Universitario sia così lontano dalla verità storica? Come possiamo permettere a simili “persone” di falsare la verità? Come possiamo affidare i nostri figli a mistificatori di tale portata? Dovremmo predisporre una petizione affinché venga radiato dell’insegnamento almeno sul territorio nazionale.

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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