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MILVA UNA CARRIERA MONDIALE

È scomparsa pochi giorni fa per una malattia degenerativa, Maria Ilva Biolcali in arte Milva.
Grande interprete della canzone italiana, internazionale e del teatro attraverso la scuola della Compagnia Teatrale del Piccolo di Milano, dedicato regista scomparso Giorgio Strehler.

La sua vita musicale, di cantante è stata intensa, ha lavorato alle opere della canzone tedesca del drammaturgo Kurt Weill, alle classiche canzoni di interpreti del repertorio tedesco.
Anche in teatro ha lavorato ad opere di spessore e complesse portando in risalto testi di personaggi di rilievo di autori di livello internazionale.

All’estero, ha trionfato sui palcoscenici, ottenendo particolari consensi.
Milva ha pubblicato con successo dischi in vari paesi del mondo, Francia, Giappone, Corea del Sud, Grecia, Spagna, Russia, Messico, Argentina, Perù, Uruguay, Turchia, Regno Unito, Austria, Portogallo, Yugoslavia, Paesi Bassi, Svizzera e Stati Uniti.

Durante la sua cinquantennale carriera ha registrato un gran numero di brani, passando per generi musicali anche molto distanti fra loro con grande carisma interpretativo e vendendo oltre 80 milioni di dischi.
Ad oggi l’artista detiene il record italiano con il maggior numero di album realizzati in assoluto: ben 173 in studio, live e raccolte, dei quali 39 per il solo mercato nazionale e 126 singoli.
La statura artistica di Milva è stata riconosciuta dalla Repubblica Italiana, Francese e tedesca, che le hanno conferito alcune tra le più alte onorificenze; era l’unica artista ad essere contemporaneamente: ufficiale dell’ordine des Arts et des Lettres nel 1995, l’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania, nel 2006, Commendatore dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana e nell’anno 2007 Cavaliere della Legion d’Onore della Repubblica Francese, conferitogli nel 2009.

Dotata di una voce da contralto molto duttile, capace di sonorità timbriche peculiari, nonché di un solido vibrato e di un melisma, nella musica vocale. Viene detto melisma quel tipo di ornamentazione melodica che consiste nel cercare su una sola sillaba testuale un gruppo di note ad altezza diverse. La vocale della sillaba viene “spalmata” sulle varie note, e quindi cantata modulando l’intonazione, ma in linea di principio senza interrompere l’emissione vocale.
Il melisma viene solitamente impiegato con funzione espressiva, oltre che virtuosistica precisa e personalissima.

Milva era soprannominata la Pantera di Goro, comune italiano della provincia di Ferrara.
Nel Delta del Po, la cantante faceva infatti parte del terzetto “delle grandi voci femminili italiane degli anni Sessanta e Settanta, insieme a Mina, la Tigre di Cremona e Iva Zanicchi, L’Aquila di Ligonchio.

Milva per il colore dei suoi capelli era anche nota con il soprannome di La Rossa, titolo di una famosa canzone scritta per lei da Enzo Janacci, al quale dedicò l’omonimo album La Rossa, pubblicato nel 1980; il colore caratterizza anche la sua fede politica di sinistra, rivendicata in numerose esternazioni.

I successi nella musica leggera della cantante emiliano romagnola, rimasti maggiormente impressi nell’immaginario collettivo, sono: Milord, cover italiana di una bella canzone portata al successo dalla cantante francese Edith Piaf, alla quale la cantante gli dedica un intero album, con le sue canzoni tradotte in lingua italiana, la Filanda, un brano celebre della cantante portoghese Amalia Rodrigues, che nel 1972 ottiene la prestigiosa gondola d’oro per le vendite del 45 giri alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia; Alexander Platz, scritta da Franco Battiato in collaborazione con Giusto Pio compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e violinista, come l’intero album Milva e dintorni, primo lavoro discografico di una fortunata trilogia; e la canzone scritta dal cantante Don Backy dal titolo Canzone, presentata al Festival di Sanremo nel 1968, dove si classifico’ terza; un’altra canzone interpretata sempre da lei.

In vita in una terra umile, ma piena di cultura, la giovane Maria Ilva Biolcali aveva in qualche modo già un destino segnato. I suoi genitori la volevano battezzare con il nome Milva da un suggerimento dell’ostetrica, ma il parroco di Goro in provincia di Ferrara Don Appiano, lì fece optare per il nome di Maria Ilva, perchè altrimenti la bambina non avrebbe avuto alcuna santa protettrice per l’onomastico. Inizia giovanissima a cantare nelle balere del basso ferrarese con il nome d’arte di Sabrina, è lì che viene notata per la sua grinta e la sua straordinaria voce.

Milva trionfa subito in un concorso di voci nuove della RAI nel 1959, arrivando prima su ben 7600 partecipanti, con le canzoni Acque Amare della cantante Carla Boni e il brano Dicembre m’ha Portato una Canzone, cantata da Nilla Pizzi.

Maria Ilva Biolcali comincia ad incidere per la Casa Discografica Fonit Cetra di proprietà dello Stato italiano, partecipa al Festival di Sanremo nel 1961, arriva terza con la canzone Il Mare nel Cassetto.
Nel mese di giugno dello stesso anno partecipa alla manifestazione canora napoletana, in cui vince il primo premio con il brano Credere, in coppia con il cantante e attore Nunzio Gallo, ed il secondo premio con un’altra canzone dal titolo Mare Verde, in coppia con il cantante Mario Trevi, nome d’arte di Agostino Capozzi, attore teatrale, dotato di una vena vocale calda e tipicamente napoletana.

L’anno dopo è seconda con un brano dal titolo Tango Italiano, che arriva in prima posizione nella classifica dei 45 giri. In questo periodo sono tantissimi i singoli incisi e prodotti dalle Case Discografiche Italiane, tra i quali si ricordano due successi come Flamengo Rock del 1960 e Blue Spanish Eyes dell’anno 1966. Milva conquista così immediatamente un’enorme popolarità, per la linea melodica e tradizionale che caratterizzano le sue canzoni, viene fin dall’inizio contrapposta dalla stampa a quella cantante che per molti anni può identificarsi come la rivale storica, Mina.
La rivalità, in realtà, non è mai esistita ed è stata più volte smentita dalla stessa cantante emiliana.

Nel 1961 sposa il regista Maurizio Corgnati, nel 1963 arriva una figlia: Martina, curatrice e Critica d’Arte e accademica. Milva viene a contatto attraverso il marito, con una dimensione culturale che le permetterà una progressiva e rilevante evoluzione artistica. Nel tempo avrà una relazione sentimentale con l’attore Mario Piave, nome d’arte di Domenico Serughetti, attivo in opere cinematografiche, televisive e teatrali, in seguito con il paroliere Massimo Gallerani e poi con l’attore Luigi Pistilli, anche lui considerato uno dei migliori interpreti delle opere di Bertol Brecht.

Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 1962, dove presenta il brano Tango Italiano, che arriverà al secondo posto e Stanotte al Lunapark, dopo questa esperienza lo storico patron dell’Olynpia’ di Parigi Bruno Conquatrix, la chiama per un’eccezionale debutto oltralpe. Verso la metà di dicembre si avvicina ad un repertorio più ricercato attraverso le opere fonografiche.
Le Canzoni del Tabarin – Canzoni da Cortile del 1963 e i Canti della Libertà del 1965, dove incide la prima versione di Bella Ciao, una delle sue più famose interpretazioni, che alcuni anni dopo Milva riproporrà in una puntata del programma televisivo Canzonissima.
Bella Ciao, era un canto popolare italiano, inno della Resistenza, diventato celeberrimo dopo la Liberazione dalla Seconda Guerra Mondiale, perché idealmente associato all’intero movimento partigiano.

Nel 1960 si classifica al terzo posto in coppia con il cantante Adriano Celentano con il brano Canzone, pubblicato su dischi Ricordi, che fu al centro di una celebre diatriba tra il molleggiato ed il suo autore Don Backy, e la cantante emiliana romagnola dedica un intero album alla musica, argentina dal titolo Tango.

Nel 1969 recita il ruolo della prostituta in quello che è il suo primo ruolo brillante nel musical di Garinei & Giovannini dal titolo Angeli con la Bandiera, al fianco dell’attore Gino Bramieri e nello stesso anno incide il brano Aveva un Cuore Grande, altro grande successo.

Agli inizi degli anni Settanta, si avvicina alla recitazione, lavorando nel teatro leggero, con Gino Bramieri e David Riordino, per poi passare a Giorgio Strehler, della Compagnia del Piccolo Teatro di Milano, che diventa una figura – chiave per la sua crescita artistica, che in pochi anni diventa una delle più importanti attrici teatrali. In particolare, si specializza nella rappresentazione del repertorio brectiano, diventandone interprete, nonché una delle più apprezzate in assoluto in ambito internazionale.
Alle canzoni di Bertolt Brecht, drammaturgo, poeta, regista, teatrale e saggista tedesco, Milva ha dedicato ben quattro progetti discografici e innumerevoli recital teatrali Famosissima la sua interpretazione di Jenny dei Pirati nell’allestimento dall’Opera da tre Soldi del 1973.

Parallelamente continua la sua carriera come cantante attraverso l’incisione di importanti opere discografiche, alle quali collaborano Ennio Morricone, che la omaggia con un intero long playing dal titolo, Dedicato a Milva da Ennio Morricone, Francis Lay, Mikis Theodorakis, a Vangelis, Enzo Janacci e Franco Battiato.

Come cantante, dopo una lunga esperienza, Milva si propone al pubblico sotto due aspetti fondamentali: uno, più tradizionale, che comprende la pubblicazione di numerosissimi singoli di tipo abbastanza convenzionale e il relativo presenzialismo televisivo attraverso la partecipazione a popolarissime gare canore. L’altro, quello più impegnato, la vede nella riproposizione di un repertorio colto, importante, secondo un accordo con la Casa Discografica Ricordi Records, dove incide dal 1966 al 1993.

Nella prima metà degli anni Settanta escono, dunque, le sue prime opere discografiche, due long playing dedicati al mondo brectiano e curati da Giorgio Strehler: Milva canta Brecht, del 1971 e Brecht del 1975.
Dieci anni dopo un altro successo con i Canti della Libertà disco pubblicato nel 1965, dove aveva coraggiosamente dato una svolta alla propria carriera senza per altro voler sfuggire da una ben precisa connotazione politica. Ma sono questi gli anni anche dei grandi successi commerciali di brani come La Filanda, Mediterraneo, E per Colpa Tua e Da Troppo Tempo.

Nel 1977 la cantante si accinge a preparare un’altro lavoro discografico, in questa occasione si avvale della collaborazione dell’autore Cristiano Malgioglio e Corrado Catellari che contiene una versione in italiano ad opera di Luigi Albertelli del brano Non Piangere più Argentina, tratto dal musical Evita, scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, liberamente ispirato alla Vita di Evita Peron, moglie del Presidente argentino Juan Domingo Peron.

Milva torna felicemente in teatro con ben due spettacoli, il primo con il Diario dell’Assassinata, per la regia di Gino Negri e la seconda opera è il celebre L’Orfeo all’Inferno, per la regia di Vito Molinari.

Si arriva così alla fine degli anni Settanta quando la cantante pubblica l’opera, discografica La mia Età, in questa occasione si avvale dei testi delle canzoni scritte dal compositore greco Mikis Theodorakis, e delle prestigiose firme dei poeti greci, tra i più importanti del Novecento come Giorgos Seferis, Premio Nobel per la letteratura nel 1963, Tasos Livarditis, poeta greco di estrema destra, considerato tra i più importanti e eccezionali della sua generazione, Manos Eleutheriou e Lakovos Kambanellis.
Nello stesso anno rimane in teatro con uno spettacolo dal titolo Canzoni tra le due Guerre, per la regia di Filippo Crivelli.

Dal 1973 al 1980, Milva sotto la guida dell’impresario Elio Gigante, realizza molte tournée internazionali, che la portano al grande successo in Francia e soprattutto in Germania, dove vince numerosi dischi di platino, grazie anche all’incisione di molti suoi lavori in lingua tedesca. Negli anni Ottanta, il suo curriculum si arricchisce considerevolmente, grazie ad altre prestigiose collaborazioni, che ne esaltano le capacità artistiche: Luciano Berio, compositore tra i più importanti dell’avanguardia europea nel campo della musica elettronica, del quale interpreta il Primo Cantastorie nella prima assoluta di La Vera Storia, al Teatro la Scala di Milano, con Mariana Nicolesco, Orlando Di Credico e gli Swingle Singers. Une Chanteuse ne La Vera storia, diretta da Sylvain Cambring, con Antonio Savastano all’opera National de Paris, ed al Teatro Comunale di Firenze, diretta da Berio.
Il grande artista italoargentino Astor Piazzola, la elegge sua interprete favorita e le dedica l’opera da lei interpretata Maria de Buenos Aires. Lavora anche con gli scrittori Umberto Eco, Andrea Zanzotto e Emilio Villa.
È Spelunken-Jenny a teatro in Die Dreigtoschenoper, al Theatre du Chatelet di Parigi, per la regia di Giorgio Strehler.
Poi è protagonista del varietà in tre puntate Palcoscenico, con la regia di Antonello Falqui, affiancata sull’attore Alberto Lionello, sorta di embrionali, quello che sarà successivamente Al Paradise, prima edizione dello show di successo accanto a Oreste Lionello e a Heather Parisi.

Sempre negli anni Ottanta iniziò poi il sodalizio artistico con il cantautore Franco Battiato, per il più grande successo commerciale in questo periodo. Il titolo dell’opera discografica Milva è Dintorni, il primo dei sei brani di tre album realizzati con il cantante di origine siciliana e con il compositore direttore d’orchestra Giusto Pio.
Quello più significativo affidato alla promozione radiofonica ha per titolo Alexander Platz, si tratta di uno dei brani più celebri cantato in più lingue. Battiato elabora per lei questo capolavoro dalle atmosfere fassbinderiane.
Milva ne fece un vero e proprio cavallo di battaglia, riproposto nei vari concerti e reinciso in varie raccolte sia in Italia , che in Germania e perfino in Giappone, come Wieder Mal, in Concert, Milva Mein Weg, Stazione Einer Karriere 1977-1998, Die Ultimative Chart Show. Divenne inoltre la Title Track della versione francese dell’album, Milva Alexander Platz, e fu anche inciso in tedesco, con il titolo Menschen on del Macht.

La cantante dopo poco tempo promuove il disco con i brani Eva dagli Occhi di Gatto, scritta da Venditti, e Dicono di Me, che la cantante esegue in molte trasmissioni televisive dell’epoca, pur non pubblicandoli su alcun 45 giri.

Nel 1985 Milva decise di puntare su di una svolta musicale, incidendo il singolo Marinero, il brano venne catalogato con il genere musicale chiamato Italodisco, che ebbe origine alla fine degli anni Settanta e durante fino alla fine degli anni Ottanta, come poi tutti i generi musicali di quell’epoca, il brano fu incluso nel long playing Corpo a Corpo, con sonorità elettroniche moderne per il periodo, il singolo ottiene un buon successo anche all’estero.

Milva decide di trasferirsi a Milano – si trasferisce nella città meneghina, dove con Franco Cristaldi, sceneggiatore e produttore cinematografico e Claudio Dentes, chitarrista, arrangiatore e produttore discografico, fonda il gruppo del Mercenaries, pubblica nel 1983 l’album dal titolo I’m not Russian, il brano è una cover di Nel Silenzio Splende, incisa l’anno prima dal cantante Gianni Morandi.
Si arriva quasi alla fine degli anni Ottanta, esattamente nel 1986 quando nasce l’album dal titolo Tra due Sogni, prodotto dal musicista Vanghelis ex leader degli Aphrodit’s Child.

Nel 1988 arriva un’altra raccolta. Il titolo semplicemente Milva, con brani inediti, da Gente, Vento di Mezzanotte e Rapsodie Gitane, quest’ultimo sigla finale della trasmissione di RAI, Di che Vizio Sei? alla quale la cantante prende parte; tutti i brani sono firmati da Massimo Bubola, cantautore, paroliere e arrangiatore e collaboratore di molti cantanti e musicisti italiani. Fra queste collaborazioni è molto noto il sodalizio con il compianto cantante Fabtizio De Andrè, e con Fiorella Mannoia.

Nel 1989 viene pubblicato il secondo album prodotto dal cantante siciliano Franco Battiato: con l’opera discografica Svegliando l’amante che Dorme. Il disco riscosse un ottimo successo e fu pubblicato, oltre che in Italia, anche in Germania, con il titolo Eine Erfundene Geshichte, in giapponese e in Spagna, col titolo Una Historia Inventada. Fu proprio una Storia Inventada, brano d’apertura dell’album, Intenso e Malinconico, a riportare l’interprete alla ribalta della Musica Leggera, rappresentando il secondo grande successo firmato Battiato.

Fine prima parte. Continua…

A cura di Alessandro Poletti – Foto Ansa

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