metal-gear

La saga di Metal Gear Solid ha appassionato milioni di fan in tutto il mondo. Da poco è uscito per PC e console il nuovo Metal Gear Solid V, The Phantom Pain, che ha come protagonista Big Boss, il padre di Solid Snake.
Il gioco inizia in un ospedale, in condizioni fisiche precarie e con soldati sparsi ovunque che vogliono ucciderci. Il primo livello si gioca quasi tutto senza armi e fa credere al giocatore che il nuovo Metal Gear Solid sia un survival horror veramente spettacolare, pieno di suspence, effetti e dettagli curatissimi. Purtroppo però, dopo questo livello, il gioco prende una piega completamente diversa e si trasforma nel genere stealth a mondo aperto, caratteristica peculiare di questo nuovo titolo.
Le cose da fare sono tantissime: personalizzazioni, potenziamenti, espansioni della base. Le missioni sono numerose e si possono completare in molti modi diversi, con una possibilità di scelta veramente ampia. Possiamo scegliere se sfruttare il giorno o la notte, se utilizzare un metodo stealth o d’azione, se sfruttare supporti esterni oppure fare tutto in autonomia.
Una nota negativa può essere riscontrata nella trama, che a volte accelera, ma quasi sempre risulta molto lenta e si snoda all’interno di numerose missioni abbastanza ripetitive con ambientazioni troppo simili tra loro.

Eppure la saga di Metal Gear Solid era qualcosa di completamente diverso, dove la trama era costante e appassionante, con filmati lunghi e importanti riflessioni. In questo capitolo, invece, abbiamo un protagonista di poche parole, missioni secondarie ripetitive e lunghi percorsi a cavallo per raggiungere gli obbiettivi. La trama viene spesso centellinata tramite piccoli aggiornamenti e cassette audio da ascoltare. Anche le ambientazioni non risultano particolarmente affascinanti; è sì un mondo aperto, ma piuttosto monotono.
Nonostate questo, non ci sentiamo di penalizzare questo nuovo capitolo, ma semplicemente riteniamo che si tratti di un gioco a parte, enorme e pieno di cose da fare, che appassioneranno chi ama i giochi particolarmente lunghi e chi ama il potenziamento dei personaggi tramite il duro lavoro.

A cura di Fabrizio Gherardi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui