L’attaccante polacco del Bayern Monaco, che avrebbe già dovuto vincere nel 2020 quando l’edizione fu cancellata causa pandemia, aveva tutto per trionfare anche nel 2021: i numeri del parallelo con Messi che “inchiodano” la giuria.

La carriera di Robert Lewandowski rischia di concludersi senza aver sollevato un Pallone d’Oro. Poco male, si penserà, per un giocatore che ha vinto in carriera un’edizione della Champions League con il Bayern Monaco oltre a una lunghissima quantità, in continuo aggiornamento, di titoli nazionali tedeschi, tra campionati e Coppe.

In fondo c’è chi il Pallone d’Oro non l’ha mai vinto pur venendo unanimemente considerato il numero uno della storia nel proprio ruolo, come Gigi Buffon, o ancora chi non ha potuto farlo semplicemente perché ai propri tempi… non avrebbe potuto farlo, per semplici motivi regolamentari, come Diego Maradona, dato che solo dal 1995 il trofeo è stato aperto ai giocatori non europei che militano in Europa.

Pallone d’Oro 2021, Robert Lewandowski è solo secondo
Eppure, la mancata assegnazione del premio al centravanti polacco nel 2021 è stata considerata quasi all’unanimità come un’ingiustizia. Nella notte della proclamazione di Lionel Messi, vincitore del settimo Pallone d’Oro della carriera e del ritorno sul podio di un italiano, Jorginho, terzo, 15 anni dopo il trionfo di Fabio Cannavaro, lo stesso fuoriclasse argentino è parso “imbarazzato”, spendendosi in elogi pubblici per Lewandowski durante la stessa cerimonia di premiazione.

Quanto dichiarato da Lionel Messi è universalmente condiviso, ovvero che il Pallone d’Oro 2020, se non fosse stato cancellato causa pandemia di Coronavirus, sarebbe andato a Lewandowski. Tuttavia il secondo posto del 2021 non deve essere letto come un “risarcimento” nei confronti del centravanti del Bayern Monaco, dal momento che i dati dimostrano come l’ex Borussia Dortmund avrebbe potuto tranquillamente ambire a sollevare il trofeo anche per quanto fatto nell’anno solare che sta per terminare. E anche nel confronto con lo stesso Messi.

Robert Lewandowski Pallone d’Oro mancato: le “colpe” della Polonia
Se infatti la discriminante per i giudici è stato il diverso cammino con le proprie nazionali nelle due manifestazioni dell’anno solare, con Messi vincitore della Coppa America con l’Argentina dopo 28 anni di digiuno della Seléccion e Lewandowski bocciato con la Polonia a Euro 2020 già al termine della fase a gironi, va detto che all’Europeo Robert abbia fatto il possibile, realizzando tutti e quattro i gol segnati dalla Polonia e in generale marcando 11 reti in altrettante apparizioni con la propria nazionale nell’anno solare, comprese le qualificazioni al Mondiale che hanno visto la Polonia del ct Paulo Sousa qualificarsi per gli spareggi, come accaduto al’Italia.

Robert ha infatti segnato 64 gol, amichevoli escluse, nelle 64 partite disputate nel 2021 tra clob e nazionale, risultando il miglior marcatore tanto in Bundesliga, dove Lewandowski è anche riuscito a battere lo storico record di Gerd Muller relativo ai gol segnati in una singola stagione (41 nel 2020-2021 contro i 40 del 1972 del mito del Bayern e della nazionale tedesca, scomparso in estate) che in Champions League e 15 in più del secondo in classifica, Erling Haaland.

Champions League 2021, nessuno come Robert Lewandowski
Ma se un altro dei metri di giudizio per assegnare il Pallone d’Oro riguarda il rendimento nelle manifestazioni Uefa con i propri club, pure qui il confronto Lewandowski-Messi è schiacciante, perché sarà anche vero che il Bayern non è riuscito a difendere il titolo del 2020, venendo eliminato ai quarti dal Psg, ma il Barcellona ha fatto peggio (andando fuori con lo stesso avversario già agli ottavi) anche a causa delle prestazioni non esaltanti di Messi: per entrambi, sei presenze e cinque gol nella scorsa edizione.

Lewandoski è tuttavia riuscito a trovare il gol in ciascuna delle none presenze in Champions League della scorsa stagione, eguagliando il proprio primato dell’annata 2019-2020, impresa riuscita ai soli Cristiano Ronaldo e Ruud Van Nistelrooy, e quindi non a Messi, ma in una sola occasione e non in due come al polacco.

Infine, il dato più eloquente nel paragone con Messi riguarda il numero dei tiri in porta complessivi nell’anno solare: 185 per Lewandowski, quarto alle spalle di Ronaldo (199), proprio di Messi (192) e di Lorenzo Insigne (187), ma nessuno ha avuto la qualità al tiro di Robert, con una media di 0.26 expected goals rispetto allo 0.14 di Messi e Ronaldo e allo 0.13 di Insigne.

Numeri che danno giustizia alla straordinaria qualità dell’attaccante del Bayern Monaco, ma che non gli daranno il trofeo e che confermano ancora una volta come nell’assegnazione del premio e nelle votazioni l’allure e la fama contino più del rendimento avuto durante la stagione. Ma in fondo la carriera di Robert non è ancora finita e c’è tempo per conquistarlo quel Pallone d’oro.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Getty Image

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