Massimo Moriconi inizia a suonare il basso all’età di 13 anni, dopo aver proseguito gli studi classici presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone.
Inzia un’intensa attività di sideman in numerose formazioni italiane e internazionali. Le prime collaborazioni con i pionieri del jazz italiano, da Marcello Rosa, Armando Travajoli, Nicola Arigliano e Lelio Lutazzi, la carriera di Massimo Moriconi prosegue in una costante crescita, fino a vantare collaborazioni prestigiose con nomi del calibro del Sestetto Italiano di Valdambrini Piana, Saxes Machine, il Trio di Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Tullio de Piscopo,Isoritmo, Gianni Basso, Renato Sellani duo, il Trio di Eddy Palermo, il Trio di Dado Moroni, Massimo Urbani, la Tankio Band, Riccardo Fassi Quartet, Flavio Boltro, Paolo Fresu, Enrico Rava.

Inoltre ha collaborato con i maggiori direttori d’orchestra di fama mondiale da Ennio Morricone, Armando Travajoli, Louis Bacalov, Riz Ortolani, Nicola Piovani, Piero Piccioni, in realizzazioni di colonne sonore per film di livello internazionale. Negli anni della sua attività artistica partecipa a importanti rassegne e Festival di jazz, da Madrid, Alassio, Umbria Jazz, Sant’Anna Arresi, Eddie Lang Festival, Pompei e Pescara.
Una delle attività del contrabbassista che svolge più intensamente è quella di sideman in sala di incisione accompagnando molti artisti anche di musica leggera registrando circa 350 cd audio, realizzando anche quattro opere discografiche a suo nome come leader, si veda anche la lunga collaborazione con la nostra cantante italiana Mina Mazzini: “Massimo Moriconi, quella lunga profonda nota Mina”.

Il suo contrabbasso suona la sua vita, la sua vita suona il contrabbasso. È subito chiaro dal primo momento in cui si comincia a sentirlo suonare. Bastano poche misure, di una ballad, di un blues, di qualcosa funky, un solo con l’archetto, per avere l’immagine, la foto che meglio lo possa rappresentare. Per parafrasare un grande autore: ritratto in quattro corde e cassa armonica. Anzi si ha davanti, pagina per pagina, l’album di Massimo”.

“Lui dice che la sua musica è vita più che preparazione, io gli rispondo che è talento raro su un tappeto di conoscenza sul quale volare alto”. “Abbiamo avuto tutti il morbillo, la varicella, il mal di gola, un premio per qualsiasi motivo, mille delusioni per mille altri, abbiamo amato disperatamente, siamo stati amati, siamo stati antipatici a qualcuno, abbiamo provato un giorno o più giorni una serenità appagante quasi sconcertante, ci è sembrato a un certo punto di non farcela più, ma non tutti, per lo meno non io, suoniamo uno strumento come lui suona il suo contrabbasso”.

“A Massimo non c’è bisogno di chiedere quelle note profonde, “marroni o blue” come chiese a un contrabbassista un incauto direttore d’orchestra ottenendo solamente che questi riponesse con calma lo strumento nel fodero e si avviasse verso l’uscita salutando con un gesto della mano”.
“Le note di Massimo Moriconi sanno essere lunghe, profonde, mentre vanno a scavare giù, nei labirinti della tristezza e nelle stranezze della felicità, dense, e passano per essere spesso straordinariamente lunghe, forti indispensabili quanto inattese”. “Massimo Moriconi, per felici periodi dell’anno, da molti anni, si astrae da tutto il resto e si immerge con gioia nella intensa lunga nota di Mina”.

“Mina: “Massimo l’ho conosciuto che eravamo ancora ragazzi: giovane io, giovanissimo lui. Era il contrabbassista del gruppo col quale facevo le serate nei jazz club di Roma.
Io sono rimasta la pippa di allora, lui si è confermato il grande che era già”.
“Anni dopo, pochi, ci siamo ritrovati, per strade diverse, a Lugano in sala di incisione, sotto l’ala di Mina”.

“Lele Cerri: Massimo, sono partito da episodi appena post – adolescenziali. Poi c’è n’è stata di roba nel mezzo. Fino a Christmas Song Book “.

“Massimo Moriconi: Un gran bel lavoro. Bella atmosfera. Christmas Song Book è un disco acustico e quindi fatto tutto prima o seconda tale,molto spontaneo… venuto di getto! Mi ha divertito l’idea di topolino e vedermi suonare il contrabbasso da Papero!… non vorrei essere monotono… ma ogni incontro con Lei è fantastico. Poi spesso i dischi con lei sono una cosa quando li registri e un’altra quando lì riascolti, all’uscita, ci trovi tante sorprese. I duetti lì ho scoperti sempre dopo… ad esempio quello con Fiorello, con Grillo etc, etc.
Quindi spesso fare un cd audio con Mina vuol dire farne due, uno quando lo suoni e uno quando lo ascolti una volta che è uscito”.

Lele Cerri: “Massimo ti ho lasciato a Roma e ti ho ritrovato pochi anni dopo con Mina in sala di incisione a Lugano ai tempi della tua prima collaborazione: per l’album “25” del 1983. Dagli Appennini alle Ande, gita premio o oramai eravamo diventati grandi?

Massimo Moriconi: Grandi di età? No sono ancora un bambino perfino adesso; perché mi emoziono quando faccio a prescindere da quello che faccio. Se intendi grande in senso artistico, sono l’ultima persona che dire quanto volessi e quanto valga. In genere, dopo che faccio l’amore lo lascio dire alla mia partner, se ha voglia di dirlo, se ho dato qualcosa di bello o no. E così anche quando qualcuno mi chiama a suonare nei dischi o in concerti! Oddio, però, che collegamento! Ma si, si, è lo stesso… tanto Lei mi conosce ed è riuscito sempre il senso di quello che dicevo, anche quando mi mangiavo le parole in quei momenti nei quali la testa e il cuore andavano a mille!

Lele Cerri: Convocato da Mina. Tua prima impressione al momento della proposta. Considerazioni, riflessioni.

Massimo Moriconi: Fui convocato da Victor Bach (Vittorio Bacchetta) arrangiatore conosciuto a Roma durante una produzione televisiva con l’orchestra Ritmica della RAI con la quale lavoravo assiduamente come “aggiunto”.
Gli regalai il mio primo disco come leader (Bass in the Sky) e dopo un paio di mesi mi chiamò chiedendomi se avevo piacere di fare un disco con Mina… infarto. Lasciai una scia del colore dell’emozione e della gioia, o di un misto delle due, lungo tutto il tragitto da Roma a Lugano… l’impatto con la personalità e la voce di Mina è ancora indelebile: meraviglioso!!!!!!!! Essere umano speciale, una razza molto rara. E poi… a suonare con un mito della mia adolescenza (mi piaceva come donna e come cantante, al di sopra di tutte altre) è stato un trip. Una senzazione di irrealtà che ho in un altro modo provato, poi quando ho suonato con Jerry Lewis, alla Bussola di Vireggio… fu un pò come suonare con topolino!

Lele Cerri: Come è avvenuto il primo incontro fisico (Ciao piacere, sono Mina? Scusi, Moriconi, mi accompagna un momento al supermercato prima di cominciare a lavorare? Buio, lampo, nuvola di fumo, Walkiririe in sottofondo e appare lei?).

Massimo Moriconi: Ahahahahaha… in effetti, dopo la sua voce, se è possibile ancora più bella dal vivo, mi colpì per la sua semplicità, la sua naturalezza, il suo non ostentare. Il suo vivere in una sorta di pigra frenesia, il suo modo speciale di essere donna. Un’impressione che è poi cresciuta negli anni a seguire, dopo aver collaborato con quasi tutti nel campo musicale: il confronto è impietoso! Ho capito una cosa fondamentale per la musica e la vita: più sono pippe e più parlano, strampalano, giudicano e non si accorgono dei propri limiti! Una simile a lei come approccio è stata Liza Minelli (premi Oscar a sangue blue hollywoodiano!!!). Gentile,disponibile e… quando le ho detto che ero il bassista di Mina (30 cd circa) mi ha chiesto l’autografo dicendomi che era la sua cantante preferita al mondo e che lo era anche di Sinatra. Chiaramente mi sono guardato bene dal farglielo, l’autografo!

Lele Cerri: Le prime sedute. Cosa c’era, delle altre tue sedute d’incisione jazz o no.

Massimo Moriconi: Con Lei ogni seduta di registrazione è stato un viaggio verso terre sconosciute fino a quel momento! Sono sempre tornato a casa con qualche cosa in più dentro, nell’anima e nelle mani… ah! e anche nelle tasche! Ahahahahaagah.

Lele Cerri: Mina e i musicisti. Ossia Mina e Massimo Moriconi. Scambi di idee sul da farsi al momento di affrontare un brano?

Massimo Moriconi: Si certamente… ma alla fine quando si doveva scegliere quale Track del mio basso usare mi ha sempre lasciato l’ultima parola dicendomi…
Nel cd c’è il tuo nome vicino al basso quindi devi decidere tu! Grande gioia e grande responsabilità. Unica. Sarebbe stata anche una grande allenatrice di calcio! È di una determinazione estremamente rassicurante e piacevole che si manifesta anche nel suo modo di sorridere.

Lele Cerri: Il disco e il brano in cui hai preferito suonare. A i tuoi preferiti. Insomma, quello con un certo non so che, con un qualcosa in più, che rimarrebbe sulla torre se dovessi fare spazio.

Massimo Moriconi: Tuttiiiiii!!!! Ma per quel certo qualcosa in più parlerei di Sconcerto, Napoli 1, Songbook 12… mah… ma come si fa a votare l’ora più bella di un grande amore?

Lele Cerri: In questo momento ho letto di un tuo progetto che ti sta molto a cuore, si chiama Databass. Di che cosa si tratta?

Massimo Moriconi: Si, DATABASS. Sono 25 anni che il mio lavoro si è incrociato e legato con quello della Didattica sono Direttore Didattico di Percentomusica, scuola romana, ho scritto 4 metodi, 5 video e tanti allievi… DATABASS è una spremuta di questi 25 anni. Si tratta di 4 metodi (tecnica groove, Professione bassista, il blues e Improvvisazione) x basso corredati di parti, basi, video, info etc.ogni libro è contenuto in un app. scaricabile da i Tunes Store x i Phone e i Pad (a breve anche x Android)… un mio testamento Didattico! Ahahahahahaha.

Lele Cerri: Una tua piccola storia del marketing di Christmas Song Book.

Massimo Moriconi: Buona la prima.

Lele Cerri: E detto un pò più per esteso? Con minor parsimonia?

Massimo Moriconi: Te la dico tutta… questo per far capire ancora una volta come funziona con lei.
Massimiliano ci ha convocato per tre giorni nei quali avremmo dovuto registrare il cd audio: 12 standards. Nella tarda mattinata del secondo giorno avevamo finito: che si fa????… facciamo un altro disco!!!! Così nacque Christmas Song Book! (Amen). È incredibile come, andando alla velocità di Mina che è di 300 anni luce all’ora, si possono vedete i particolari del paesaggio ai lati della strada… solo con lei. Velocità e acutezza congiunti!

Lele Cerri: Cosa ti piacerebbe che Mina avesse in serbo, adesso, come nuovo progetto? Hai un’idea, qualcosa che ti realizzasse?

Massimo Moriconi: Un disco in cui suonare in trio i suoi successi più famosi di sempre, con Lei sempre in diretta con noi, come su un palco di un Jazz Club, e magari un disco dedicato alla musica latina.

Lele Cerri: Avete mai parlato di un progetto contrabbasso, basso e voce? Tu che ne diresti? È stato realizzato un tempo, qualcosa del genere, da Ray Brown con solo la batteria di Jo Jones, se non sbaglio, e da un pò mi laulicco il cervello perché ho in mente, senza un ricordo preciso, un lavoro basso e voce; e non so se sia una mia fantasia o meno.

Massimo: Abbiamo fatto diverse introduzioni basso e voce ma fare anche un solo brano basso e voce, per me vorrebbe dire: “Adesso vendiamo tutto e compriamo una barca per andare a pesca nei mari del Sud… perché di più non si potrebbe fare!”.
Non so quale sarebbe il risultato musicale ma di sicuro sarebbe il disco più economico; perché pagherei io per farlo!
Ahahahahahahahaha.
Paradosso paradossale. Si sono mai usati questi termini nella storiografia di Mina?

Lele Cerri: Onestamente non saprei. Un mio amico, a proposito di Mina parlò di “inicqauitezza tipica delle grandi”. Le piacque.
Ma paradosso e paradossale non ricordo di averli mai letti. Mi saranno sfuggiti. Ma anche fosse, li abbiamo aggiunti adesso noi”.
(IL testo virgolettato è tratto dal sito oneline minamazzini.it, “Massimo Moriconi, quella lunga profonda nota Mina, intervista di Lele Cerri del 25/01/2014).

Il testo che ho voluto inserire nel mio articolo è una intervista fatta dall’autore musicale e di canzoni Samuele Cerri.
Samuele Cerri in arte Lele è uno dei protagonisti italiani, artista unico cantante jazz della sua generazione, Lele Cerri alla fine degli anni Settanta forma un suo gruppo con i migliori giovani jazzisti romani ed ha residenze fisse nei principali jazz club romani dove si esibisce.
Anche se lui non ama definirsi cantante jazz ma “uno che canta canzoni con accompagnamento jazz”, la rivista Musica Jazz lo chiama a rappresentare il jazz vocale italiano.
Ha sempre cantato standards. “Fin da piccolo, purtroppo dice lui, “quando il pubblico chiedeva Fatti Mandare dalla Mamma… e Datemi un Martello celebre brano portato al successo da Rita Pavone. Lele Cerri, dice: “Mi sarebbe piaciuto saper cantare quelle cose, essere un cantante popolare cantando “You Got To My Head” e Angel Eyes. In sala, rimanevano di sasso a sentire un ragazzo cantare quella roba. Ma poi tutto finiva lì e anche a quel punto a quindici anni, io non sapevo cantare altro, ahimè”. Alla fine degli anni Settanta la RAI gli riserva un programma radiofonico in diretta e Canale5 gli dedica una puntata del programma musicale Popcorn. Seguono altri speciali radiofonici e televisivi a lui dedicati.

Nel 1983 Lele Cerri lascia Roma e di trasferisce a Milano dove inizia le sue attività di conduttore ed insieme di autore di programmi radio e di canzoni. Scrive una Trentina di testi per Mina che canta anche tre brani di cui Lele Cerri è autoresia del testo che della musica. Contemporaneamente, negli studi di Lugano in Svizzera Cerri incide una opera discografica con noti standards, in questa registrazione viene accompagnato dal pianista Danilo Rea, dal contrabbassista Massimo Moriconi, dai batteristi Ellade Bandini e Maurizio de Lazzaretti.

Nel 1987, inizia la sua collaborazione di 12 anni con la RAI, la nostra televisione italiana e come autore progetta e produce un programma radiofonico, condotto da Mina. Ed ecco il sodalizio artistico con la nostra signora della canzone italiana Mina Mazzini, un sodalizio che dura ancor oggi.

A cura di Alessandro Poletti – Foto Repertorio

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