A Palazzo Chigi è il giorno del bilaterale tra la premier finlandese, Sanna Marin e il presidente del consiglio, Mario Draghi. Proprio oggi che Svezia e Finlandia hanno presentato la candidatura formale per l’adesione all’Alleanza atlantica. La guerra in Ucraina provocata dalla Russia, ha accelerato la procedura per una svolta storica dei due paesi del Nord considerati neutrali da decenni.

La richiesta di adesione “E’ una chiara risposta all’aggressione russa all’Ucraina. L’Italia appoggia l’adesione alla Nato della Finlandia così come quella della Svezia”, ha detto Draghi dopo il faccia a faccia in conferenza stampa congiunta con la 36enne premier finlandese.

Il contesto della sicurezza europea è cambiato perchè la Russia ha detto che non rispetta i principi fondamentali e vuole limitare la libertà degli altri paesi e noi non siamo disposti a tollerare questa guerra. Noi vogliamo garantirci la sicurezza per noi e per l’Ue. La decisione del parlamento è stata schiacciante ed il nostro presidente della Repubblica ha riconosciuto che l’adesione alla Nato rafforza l’Alleanza nel suo insieme ed è importante che anche la Svezia abbia deciso di aderire”, ha detto a sua volta la più giovane premier del pianeta.  E aggiunge “La risposta dell’Ue” contro la Russia è stata “forte e unita ma dobbiamo fare di più. La Finlandia è pronta a considerare nuove misure congiunte per diminuire le entrate russe derivanti dalle esportazioni energetiche”.

E ha spiegato Draghi “Dalla fine della seconda guerra mondiale siamo compagni di strada. La Finlandia è stata ammessa nell’Onu nel 1955. I rapporti sono eccellenti e negli ultimi anni abbiamo avuto un progressivo rafforzamento dei rapporti. Nel 1955 la Finlandia è entrata nell’Unione europea. Nelle scorse settimane abbiamo mostrato una grande unità rispetto all’Ucraina anche nel cercare una soluzione negoziale e continueremo a farlo”.

Questo è il momento delle scelte e vogliamo che l’Ue scelga di essere protagonista. Noi siamo parte di una decisione presa insieme all’Unione Europea. Questo è un Giorno storico per la Finlandia, l’impegno c’è e non ha condizioni”, ha affermato Draghi rispondendo alla domanda di un giornalista.

Impossibile restare, dunque, “in una posizione molto vulnerabile” per i due paesi del Nord. Per il via libera ci vuole, però, l’unanimità dei 30 paesi che costituiscono l’Alleanza. E c’è ottimismo per un accordo con la Turchia che si è detta, per ora, contraria all’adesione.

Domani la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinistö saranno ricevuti alla Casa Bianca dal presidente Biden dove discuteranno nel dettaglio gli intendimenti e il sostegno a Kiev, proprio mentre il premier italiano riferirà alle due Camere, in un’informativa ampia e articolata, sulla sua recente visita a  WashingtonL’appuntamento è alle 9 al Senato, e alle 11:30 alla Camera.

Nonostante i malumori in maggioranza sull’invio di armi a Kiev, il governo italiano punta ad andare dritto per la sua strada e sull’atteggiamento da assumere in Parlamento in merito all’allargamento della Nato, la strada appare in discesa. Sulla questione è previsto che le Camere si esprimano e non è solo l’ex fronte rosso-giallo a ritrovarsi unito sulla necessità di accogliere Finlandia e Svezia.

Questo è il momento delle scelte e vogliamo che l’Ue scelga di essere protagonista. Noi siamo parte di una decisione presa insieme all’Unione Europea. Questo è un Giorno storico per la Finlandia, l’impegno c’è e non ha condizioni

Bilaterale a Palazzo Chigi 18/05/2022

Il Movimento 5 stelle continua nel pressing affinchè il Parlamento possa discutere e votare nuovamente sulla posizione italiana riguardo l’invio delle armi e la guerra in Ucraina, se non domani, quantomeno la prossima settimana, quando il premier dovrebbe tornare in Parlamento per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo straordinario del 30-31 maggio.

Giuseppe Conte non arretra e punta sull’occasione delle comunicazioni del presidente del Consiglio in preparazione del summit Ue per far sì che – questa la richiesta – si arrivi a “un atto di indirizzo”, volto a definire “un chiaro orientamento politico ampiamente condiviso”. Ma già dall’intervento di domani del capo dell’esecutivo si capirà quanto i pentastellati intendano tirare la corda perché la linea del premier resta quella di andare avanti garantendo gli impegni presi con gli alleati internazionali.

“Penso che sia arrivata la fine dell’invio di armi” dall’Italia in Ucraina, ha sostenuto oggi Matteo Salvini, l’altro componente della maggioranza critico sull’invio di armi. “Io conto che non ci sia bisogno” di un voto del Parlamento. “A tre mesi dall’inizio del conflitto mi sembra evidente che la voglia di pace sia della maggioranza degli italiani, occorre fare tutto l’umanamente possibile per il cessate il fuoco”, ha sostenuto il segretario leghista. “All’inizio del conflitto ci poteva stare, all’inizio del terzo mese penso siano maturi i tempi della diplomazia”.

Ieri il vertice del centrodestra ad Arcore dove Berlusconi ha lanciato un appello all’unità e chiarito la sua posizione: “Da 28 anni sono dalla parte dell’Occidente, dell’Europa, della libertà. Su questo non ci può essere nessun dubbio e nessun equivoco. Lo dimostrano – la precisazione di FI – innumerevoli atti di governo e voti parlamentari, nei quali l’interesse nazionale, la vocazione europeista, la fedeltà all’Alleanza Atlantica sono state e saranno la nostra stella polare”.

Mario Draghi e Sanna Marin durante una conferenza stampa
A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeocnomica

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