STEFANIA PRESTIGIACOMO MARIO CIPOLLINI

Sembrano davvero disegnate da Walt Disney le divise eccentriche indossate da Mario Cipollini, il più grande velocista della storia del ciclismo.

Nato a Lucca, segue da bambino le orme del padre, ex dilettante, e del fratello Cesare, professionista (vincitore del Giro dell’Emilia nel 1983).

Dotato di un fisico prestante, colleziona 98 vittorie nelle Juniores e successivamente, ai Mondiali di Stoccarda del 1985, vince l’oro nella Settanta chilometri. Il passaggio ai professionisti avviene nel 1989, con il team Del Tongo. Vince subito una tappa del Giro di Puglia, ed il primo giugno di quell’anno arriva la prima vittoria di tappa al Giro d’Italia, con arrivo a Mira. Seguiranno, nel biennio 1990-91, altre venti vittorie, prima del passaggio alla GB-MG, dove colleziona alte quattro vittorie ed il primo successo di tappa al tour de France. Nel 1994 veste la maglia della Mercatone Uno (poi chiamata Saeco) dove arrivano altri successi di tappa nel Giro d’Italia, campionati italiani e tour de France.

Il capitolo Saeco si chiude con il trasferimento alla Acqua e Sapone-Cantina Tollo, squadra che lo accompagnerà sul tetto del mondo: nel 2002 conquista nell’ordine una tappa al Giro del Mediterraneo e un’altra alla Tirreno-Adriatico, la prima Milano-Sanremo e la terza Gand-Wevelgem, vince ben sei tappe al Giro (completando il successo con la maglia ciclamino) e per la prima volta il successo alla Vuelta vincendo tre frazioni. Proprio la corsa spagnola si rileverà fondamentale per il Re Leone in vista del Mondiale in programma a Zolder pochi giorni dopo. Una corsa che lo vedrà protagonista assoluto, campione del mondo dopo una volata storica, al termine di una corsa velocissima (oltre 46 km orari di media). È il momento più alto della sua carriera, che lo consacra nella storia del ciclismo internazionale. L’anno con la maglia iridata, sarà comunque meno gratificante: Cipollini vince due tappe alla Tirreno-Adriatico e due al Giro, ma paga per i problemi fisici derivati da due importanti cadute proprio al Giro, una nel 2003 e una nel 2004, e le vittorie complessive, al termine di ventiquattro mesi, sono solo sei. Nel 2005 il passaggio al team Liquigas, ma il 26 aprile di quello stesso anno annuncia ufficialmente, a sorpresa, il suo ritiro.

La sua ultima vittoria resta quella del 7 marzo 2005, proprio in casa, al Giro della Provincia di Lucca.

Nel corso della sua lunga carriera ha collezionato 189 successi ed è suo il record di tappe vinte al Giro d’Italia: ben 42, e tutte in volata, ottenute tra il 1989 e il 2003.

Gli organizzatori del Giro gli regalano un’ultima passerella durante il cronoprologo di Reggio Calabria, il 7 maggio 2005: il Re Leone viene accolto da un’ovazione dei tifosi, che non servirà comunque a fargli cambiare idea.

articolo a cura di Franco Buttaro – Foto Imagoeconomica

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