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MARCO TAMBURINI IL SUO SILENZIO

Marco Tamburini il silenzio del musicista cesenate

Il ricordo di Marco Tamburini per gli appassionati di Musica Jazz e chi l’ha conosciuto è sempre vivo nella mente e certamente questo fa si di ricordarlo, di ricordare le sue imprese di musicista, di un romagnolo che ha portato in alto la Cultura musicale e anche un genere musicale, il Jazz non sempre capito e apprezzato dall’opinione pubblica.

Un musicista completo, con la voglia di vivere la musica liberamente senza farsi condizionare e senza stereotipi, anzi addirittura insegnando sia ai suoi colleghi le lezioni di tecnica Jazz e ai nuovi allievi provenienti dai conservatori italiani, nei vari seminari sparsi in italia, tecnica di Musica Jazz.
Una musica, il Jazz che nasce con questo nome nel 1910, sembra da un giornalista che scrivendo su un giornale sportivo, un incontro di baseball, diede questo nome ad un giocatore di questa disciplina sportiva, nel senso di dire che era stato fantastico e brillante.

E che poi questo genere venne diffuso e conosciuto in tutto il mondo, con il nome di Musica Jazz. Il genere musicale ebbe una grande schiera di appassionati e che dette con la prima forma lo stile Swing, la voglia di ballare. Ma questo non successe a New Orleans dove rimase lo stile tradizionale o stile di New Orleans, bensì nei locali di Kansas City, con l’orchestra di Count Basie, che suonava nel locale Birdland, in onore di Charlie Parker, e quella di Duke Ellington, al Cotton Club di New York negli anni Venti del Novecento.
Ma anche quella bella esperienza che fece Louis Armstrong quando anche lui da New Orleans arrivò a New York, ebbe il successo meritato.

Il musicista moderno che studia questo genere musicale, il Jazz si rifà e studia i grandi trombettisti del passato.
Non so se Marco Tamburini abbia studiato il musicista Louis Armstrong e la sua tecnica o altri musicisti dei primi anni, per quanto riguarda il Jazz Classico. Mi ricordo che tanti anni fa incontrai Marco Tamburini e se mi ricordo bene, lo incontrai dopo un suo concerto, tenuto a Cesena la mia città, ai Giardini Savelli dopo il concerto che il musicista cesenate aveva tenuto, nell’ambito della Rassegna Jazz Sotto le Stelle.
In quella occasione parlammo e gli dissi che aveva una tecnica moderna la sonorità del trombettista Eddy Henderson, lui mi diede ragione e mi disse: “non hai sbagliato, è vero”, ma poi non abbiamo approfondito il discorso, se ci fosse stato più tempo, con lui sarei arrivato ad esplorare i trombettisti classici.
Ma chissà probabilmente tra i musicisti di New Orleans, di genere tradizionale e quelli del jazz moderno, a mio parere Tamburini a avuto almeno la scuola.

Marco Tamburini nasce a Cesena città situata nella Regione Emilia Romagna in Provincia di Forlì Cesena, il 30 maggio del 1959.

Inizia a studiare tromba a Cesena la sua città natale, presso L’Istituto Musicale Arcangelo Corelli, con il professore Elio Comandini, per poi diplomarsi in tromba nel 1979, presso il Conservatorio Giovanni Battista Martini, di Bologna.
Inizia la propria attività professionale in ambito jazzistico nel 1984.
Partecipa a numerosi importanti festival: tra i quali, Umbria Jazz, il Festival Jazz di Roma, il Siena Jazz, l’Eurofestival di Ivrea, il Dubai Jazz Festival e altri festival del Jazz. Inoltre Tamburini si è esibito in vari teatri e locali sia in Italia che all’estero, tra i quali: al Birdland a New York, a Parigi con Rene Urtrenger al Teatro Megaro, ad Atene e poi con il musicista Cristian Escoude.

In fase di registrazioni fotografiche collabora con grandi artisti del panorama del jazz americano ed europeo: da Jimmy Cobb, Billy Hart, Ray Drummond, George Cables, Gary Bartz, Cameron Brown, Rachel Gould, Gianni Basso, Maurizio Caldura, Pietro Tonolo, Giovanni Tommaso, Gege Telesforo, Paolo Fresu, Franco Cerri, Enrico Rava e altri musicisti e inoltre con una grande Big Band, formata tanti anni fa la Charlie Mingus’s Big Band, per ricordare il grande contrabbassista Charlie Mingus, formazione che ha nei sui progetti a il compito di riportare in auge i lavori del musicista di origine messicana.
Marco partecipa anche a programmi di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche, nazionali e internazionali: da Radiuno, al programma Doc, condotta da Gege Telesforo e Monica Nannini, la Radio Svizzera di Lugano, MTV Awards a Rotterdam e l’MTV di Londra.

È stato titolare della Cattedra di Musica Jazz, al Conservatorio Morlacchi di Perugia e ai corsi sperimentali di Musica Jazz, presso il conservatorio G.B. Martini di Bologna.
Inoltre il musicista cesenate a svolto anche attività didattica presso il PM di Siena Jazz ed è srato titolare della cattedra di Musica Jazz al Conservatorio di Rovigo.
Inoltre Marco Tamburini, ha lavorato come turnista per vari cantanti professionisti di Musica Leggera, collaborando dal 1995 con Lorenzo Jovanotti sia in sessione di registrazioni discografiche in studio, sia dal vivo.
Nell’edizione del Pavarotti International edizione dell’anno duemila, accompagna con la sua sessione fiati, George Michael e nell’edizione dell’anno duemiladue, la cantante Grace Jones.

Inoltre vari progetti di incisioni l’hanno coinvolto come leader in brani: da Thinking of You, Trip of Emotion, con il trombonista Slide Hampton, Feather Touch, Amigavel in duo con Marcello Tonolo & The Trumpet in the XX Century e un CD audio di Musica Classica, con brani per tomba e pianoforte, accompagnato dal pianista Stefano Bollani.
Nell’anno duemiladue esce per l’etichetta francese Dreyfus Jazz Why Not.
Tamburini e a capo come direttore musicale, del gruppo, Massive Groove.

Inoltre Marco è stato l’ideatore e direttore del Progetto che inizio a Bologna nel 1999 dal Titolo “Riunion”. L’intento del musicista cesenate era quello di riunire alcuni tra i migliori musicisti Jazz, provenienti dalle Regioni Emilia Romagna e la Toscana. Molti sono i nomi conosciuti, tra i quali: Piero Odorici, Fabrizio Bosso, Dario Cecchini e Roberto Rossi, che hanno collaborato insieme a Tamburini agli arrangiamenti dei brani, con questa formazione andrà in Tournée, in varie parti d’Italia.

Marco Tamburini pur nella sua breve vita, è stato un notevole musicista, ha avuto una sensibilità trombettistica notevole e di una tecnica invidiabile, da non sfigurare davanti ai suoi colleghi musicisti italiani e americani, il cesenate si è fatto valere sia per la sua preparazione musicale sia come musicista a 365 gradi, certamente non sfigurando si a livello italiano che internazionale. C’è solo il rammarico che la sua città di Cesena, non l’abbia considerato e annoverato a dovere, eccetto le persone che l’hanno apprezzato e che hanno riconosciuto le sue notevoli doti di musicista, e le sue qualità tecniche”.

Il 29 Maggio 2015 Marco Tamburini muore a Bologna, il giorno prima del suo cinquantaseiesimo compleanno a causa di un incidente motociclistico.
Nel 2015, il 19 settembre, in occasione del Bologna Jazz Festival, gli viene dedicata una Stella della Strada del Jazz, progetto ideato nel 2011 da Paolo Alberti e Gilberto Mora, e realizzato in collaborazione con il Comune di Bologna e il Quadrilatero.

a cura di Alessandro Poletti – Foto fonte Bologna Today

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