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Carenze di personale sanitario e di siringhe, alle quali si cerca di sopperire anche con medici in pensione o volontari e le scorte degli ospedali: sono questi alcuni dei problemi che comportano un andamento delle vaccinazioni in Italia meno veloce di quello che si auspicava. E’ quanto riferiscono all’ANSA diverse fonti delle Regioni, nelle quali queste problematicità sono, a vario titolo, presenti.

La percentuale più alta di dosi disponibili somministrate si registra nella Provincia autonoma di Trento (34,8%). Seguono il Lazio (20,8% con 9.526 su 45.805), la Provincia autonoma di Bolzano (17,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (16,3%). Sono sotto il 2% Abruzzo, Molise e Sardegna. La fascia di età più vaccinata è quella tra 50 e i 59 anni (13.194), seguita da 40-49 (10.579) e da 30-39 (8.033). La fase 1 della vaccinazione, che ha preso ufficialmente il via tra il 30 e il 31 dicembre a seconda delle regioni, interessa operatori sanitari e sociosanitari (al momento sono 40.499 i vaccinati), personale non sanitario (2.193) e gli ospiti delle Rsa (3.338).

A cura di Elena Giulianelli – Foto Imagoeconomica

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