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MAGGIO’: ATTORE PER TUTTE LE STAGIONI

Maggiò

Ha recitato in film di un certo livello, ha lavorato con registi importanti sia italiani che stranieri, con attori hollywoodiani, è il suo nome è Piero Maggiò. L’ attore 51enne riminese (che assomiglia come una goccia d’ acqua al grande Marlow Brando), si è fatto conoscere al grande pubblico, grazie a delle interpretazioni di tutto rispetto, soprattutto in due film: El Alamein- La Linea del Fuoco e il Mandolino del Capitano Corelli, recitando in quest’ ultimo al fianco di attori del calibro di Nicholas Cage, Christian Bale e Penelope Cruz. Cerchiamo di conoscere meglio questo figlio della Romagna e capire come e soprattutto quando è nata la sua carriera di attore.

Maggiò, ci può dire quando ha debuttato davanti alla macchina da presa?

‘La mia carriera comiciò a Riccione, nel 1991, con il regista Luciano Manuzzi, in un film che si chiamava ‘Le stragi del sabato sera’. Per questo devo ringraziare Vania Arcangeli (importante manager n.d.r), che avevo conosciuto, casualmente, in un locale. Lei mi invitò a fare il provino per quel film e alla fine ebbi la parte.’

Prima di intraprendere questa carriera, ha fatto altri lavori per sbarcare il lunario?

‘Prima di fare l’ attore ho lavorato, come ogni riminese che si rispetti, durante il periodo estivo. Ho lavorato come barista, cameriere, bagnino e alla sera nei locali come buttafuori: Paradiso, Nabis e Coconuts. Anche ora, nonostante i miei impegni, trovo il tempo per dare una mano ai miei genitori, lavorando nella nostra zona di spiaggia a Viserba.’

Ha recitato al fianco di attori di grande fama, che cosa ha imparato da loro?

‘Sì, ho avuto la fortuna di lavorare con molti attori importanti tra cui Cristian Bale, Nicholas Cage, Penelope Cruz, David Morrisey e Irene Papas. Ho avuto anche modo di conoscere altre star come Tom Cruis, Bruce Willis e Jim Carrey. In Italia ho diviso il set con Michele Placido, Emilio Solfrizzi, Pierfrancesco Favino e Maria Grazia Cucinotta. Da loro si può dire che ho imparato tanto, anche se le parole non possono bastare a descrivere quello che mi hanno lasciato dentro. Le mie esperienze sul set sono sempre state belle e indimenticabili, perchè, ogni volta, che ci mettevo piede, guardavo tutto quello che mi circondava con gli occhi di un bambino, sempre entusiasta di quello che andava a fare. Secondo me, dietro ogni attore c’è sempre un essere umano, più o meno bravo, e questo dipende dal suo vissuto. Da ogni attore, bisogna sempre prendere il meglio e non far caso a quello che ci piace di meno Ogni attore ha un suo modo di entrare nella parte: Nicholas Cage provava fino all’ esaurimento, Favino si doveva scaldare tanto,mentre Penelope Cruz puntava sulla sua grande emotività. Insomma, ognuno sceglieva un proprio modo di entrare nella parte, o come dicono gli americani di ‘giocare’.’

Quale è stato il film,a cui ha preso parte, che ricorda in modo particolare?

‘Non c’è ne uno solo, ma due: El Alamein e Il Mandolino del Capitano Corelli. Nel secondo mi ha stupito la grandezza del set e soprattutto le tante attenzioni che venivano riservate a noi attori.’

Cosa deve avere un attore per definirsi tale? Lei che tipo di attore è, come si definirebbe, artisticamente parlando?

‘Questa è una delle domande più complesse che mi hanno mai fatto. Un attore, come dico spesso, è sialo strumento da suonare che il suonatore e questo equilibrio è molto difficile da raggiungere: ognuno deve trovare la sua propria chiave, per riuscire a raggiungere questo ‘stato di grazia’. Io credo di esserci arrivato, studiando all’ Accademia ‘Beatrice Bracco’di Roma. Io mi reputo un attore istintivo e poco tecnico, più adatto al cinema e meno al teatro, ma sto cercando di lavorare anche su quell’ aspetto del mio carattere.’

Maggiò, ha trovato difficoltà con la dizione? La ‘s’ romagnola non perdona… lo sappiamo bene

‘E’ chiaro che ogni riflessione dialettale ti caratterizza in maniera particolare. I primi tempi in cui andavo a Roma, mi sembrava di essere uno ‘straniero’. Bisogna lavorarci sopra e smussare tutti gli angoli.’

Maggiò, lei si è sentito un po’ messo da parte dal mondo dello spettacolo?

‘Assolutamente no. Purtroppo questo settore, come molti altri, risente della crisi, ma è proprio in queste occasioni che bisogna cercare di dare il massimo.’

Sta lavorando a qualche progetto in questo momento?

‘Ho un film in uscita a novembre che si intitola ‘All Night Long’ e mi sto preparando per un altra pellicola che si dovrebbe girare a gennaio, a Rimini.’

Cosa si sente di dire ai giovani che vogliono intraprendere la sua strada?

‘La mia esperienza personale mi ha insegnato che bisogna saper cogliere l’attimo, credere in se stessi e in quello che si fa, e non avere mai paura. Ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, è ricordarsi sempre da dove si è partiti.’

A cura di Nicola Luccarelli

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