Oggi Lucio Dalla avrebbe compiuto 76 anni. E’ impossibile dimenticare la sua data di nascita grazie a 4/3/1943, una delle più belle canzoni italiane di sempre, che in origine doveva chiamarsi “Gesù bambino”, ma che fu censurata per poter gareggiare al Festival di Sanremo del 1971. Il titolo divenne il giorno del compleanno di Dalla e portò fortuna all’artista che arrivò terzo, inaugurando così un nuovo corso della sua carriera.

Questa sera la sua città, Bologna, lo celebra con una grande concerto. Un omaggio infinito. Un affetto che, pur a sette anni dalla scomparsa, non accenna a diminuire. Al teatro Comunale alcuni dei suoi amici più cari, come Ron, Luca Carboni, Gaetano Curreri e Iskra Menarini, riproporranno, con l’aiuto dell’orchestra diretta dall’amico Beppe D’Onghia, la scaletta di “Lucio Dalla”, l’album del 1979 che quest’anno compie 40 anni, quello della sua definitiva consacrazione. Assieme al precedente “Come è profondo il mare” e al successivo “Dalla”, il disco è considerato da gran parte della critica musicale il capitolo più importante del trittico della maturità dell’artista grazie a capolavori come “Anna e Marco” e “L’anno che verrà”. Storie e parole ancora attuali, tanto che Bologna ha scelto le strofe che iniziano con l’immortale “Caro amico ti scrivo…” per le luminarie di Natale di via D’Azeglio, dove Dalla aveva la propria casa, oggi trasformata in museo.

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