Tripudio di colori nelle strade di Londra per il Pride, a 50 anni della prima marcia del Pride a Londra che avvenne nel 1972. Dopo due anni di stop a causa della pandemia di coronavirus, una folla vivace di centinaia di migliaia di persone si è presentata per partecipare o assistere alle celebrazioni, con bandiere arcobaleno, glitter e paillettes. La manifestazione di oggi si è snodata lungo un percorso simile a quello di 50 anni fa, partendo da Hyde Park e girando per le strade verso Westminster. Previsto anche un concerto a Trafalgar Square.

Dall’evento di 50 anni fa a oggi sono stati guadagnati diritti e libertà “memorabili”, “ma c’è ancora molto da fare”, ha detto Chris Joell-Deshields, direttore degli organizzatori Pride in London. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che si è unito alle celebrazioni, ha accolto con favore una “bella giornata” di “unità, visibilità, uguaglianza e solidarietà”. Alla marcia, guidata da membri del Gay Liberation Front dalla protesta del 1972, era attesa la partecipazione di più di 600 gruppi LGBTQ. Rappresentate anche organizzazioni che vanno dagli enti di beneficenza alle università ai servizi di emergenza. I partecipanti erano stati invitati a fare un test Covid-19 prima della marcia, visto che i casi del virus sono in aumento in tutta la Gran Bretagna. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito aveva emesso un avviso simile per le persone che mostravano possibili sintomi di vaiolo delle scimmie.

A Milano famiglie e giovani cristiani

Sono decine di migliaia le persone che sfidano il sole cocente del primo weekend di luglio per partecipare alla parata del Pride Milano, partita da Vittor Pisani in direzione Arco della Pace. In testa al coloratissimo corteo, tra carri di associazioni e brand, centri sociali e sindacati, le famiglie arcobaleno con i loro bambini. “Siamo qui per i diritti di tutti” dicono Barbara e Chiara, mamme di Leonardo, spiegando che “i diritti sono privilegi se valgono solo per pochi. Le famiglie arcobaleno hanno presentato una proposta di legge per il matrimonio egualitario, per essere riconosciute come famiglie a tutti gli effetti”. Eppure qualcosa si muove, se in testa al corteo ci sono anche i Giovani Cristiani Lgbt+: “Dio non ficca il naso tra le lenzuola – dice Paolo, teologo – la vita nella comunità è diversa da quanto si possa pensare, la Chiesa è accogliente nei nostri confronti, non c’è discriminazione nella quotidianità perché la Chiesa è come l’Arca di Noè: c’è posto per tutti”.  E c’è posto per tutti anche al Pride, con giovani e non arrivati da tutta la Lombardia, con collanine e bandiere arcobaleno, outfit sfacciati, parrucche esagerate, tanta voglia di stare insieme e immaginare, per un giorno, che un altro mondo sia possibile.

A cura di Televideo – Foto Getty Image

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