TOP Header adv (728×90)

L’ITALIA S’E DESTA NEL CAMPIONATO

Il ferragosto e’ alle spalle con una crisi economica che pare ricordare i tempi del risorgimemto dove le uniche pietanze erano pane, uova e, se ti andava grassa, una gallina da brodo che facevi crescere con la pannoccnia come il primo genito.
L’Italia negli ultimi 15 anni, proprio per la carenza dei consumi, s’e desta al calcio; gli spettatori in tutte le categorie sono aumentati e il nuovo campionato ripropone valori sociali di antagonismo ancora piu’ alti, con la Juventus che parte con i favori del pronostico.

Difficile intravedere una squadra capace di superare la zebra di Sarri, l’unico potrebbe essere quel serpente a sonagli neroazzurro che con l’arrivo di Conte ha speso piu’ del dovuto per formare una rosa da tricolore. Dietro ai campioni nazionali, il Napoli di Ancelotti, con il presidente De Laurentis oltreche’ contestato dalla tifoseria partenopea, in attesa di una gravidanza scudettata che risale ai tempi di Maradona.
Tra le favorite si accodano Roma, Milan e Lazio, almeno per l’obiettivo europeo, ma il divario tecnico appare decisamente distante.

E poi le solite sorprese come Atalanta, Torino e Sampdoria che cercheranno di dare del filo da torcere alle piu’ blasonate per rispettare una storia lontana e salvare l’onore.

Ma la nuova serie A, non sara’ solo questo, formazioni antiche come Bologna, Fiorentina, potrebbero ritornare a mantenere il passo di Bulgarelli e Antognoni. A farle da eco il Parma che dopo anni burrasconi e’ tornato alla grande come ai tempi di Nevio Scala e Crespo. Poi il Genoa da un paio di anni ancorato al suo porto sempre ben salvo e lontano dal ponte Morandi che andrebbe ricordato ogni anno ad inizio stagione calcistica in onore delle vittime.
Infine le neopromosse Brescia, Lecce, Verona con la sola unica motivazione di salvare
la pelle contro l’Udinese, la Spal e il Cagliari; sara’ questa sestina di squadre a nostro modo di vedere per la tombola della salvezza.

Il campionato e’ alle porte, i tamburi tornano a rullare, lo squillo delle trombe si eleva, mentre gli italiani rimangono trombati dai politici inefficienti.

I tempi di Sandro Pertini, di quella efficacia di un vero popolo che sapeva distinguersi nel momdo sono solo ombre di fantasmi ingialliti e che la cinepresa oliata sa riproprorre dietro un pianto di nostalgia con tanto di l’ITALIA CHIAMO’…

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Iorio

Articoli correlati

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *