La finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma vede un avvio di gara dove l’Inter ha dato l’impressione di voler tenere ritmi blandi contro la Juventus. In maniera ostentata costanti giro palla tornando fino al portiere Handanovic. E poi ripartenze con la consueta costruzione dal basso.

Ma bastano 6 minuti per lo shock che cambia il ritmo della partita. E’ Nicolò Barella che sulla sinistra si accentra verso l’inizio dell’area e da lì fa partire un tiro a giro che lascia immobile il portiere della Juve Perin e mette la palla sul palo più lontano.

Nicolò Barella calcia il tiro che ha portato l'Inter in vantaggio
Nicolò Barella calcia il tiro che ha portato l’Inter in vantaggio

La sfida si accende e anche la Juventus comincia a costruire di più. Al 24′ il brivido arriva da Vlahovic: dalla sinistra incrocia e costringe Handanovic a una grande parata. Ancora una opportunità per i bianconeri al 31′: prima De Ligt, poi – sul calcio d’angolo successivo – Dybala che però sfiora il palo. Si va verso il finale di tempo, e Danilo è costretto a uscire. Allegri mette dentro Morata. I primi 45 minuti si chiudono così.

A inizio secondo tempo la partita cambia. La Juve preme di più e nel giro di 5 minuti trova il gol del pareggio. Il tiro è di Alex Sandro, ma la palla viene deviata da Alvaro Morata. L’ingresso del giocatore spagnolo ha dato un altro volto ai bianconeri.

Alvaro Morata festeggia dopo il gol
Alvaro Morata festeggia dopo il gol

Passano appena minuti, la Juventus riparte in contropiede, con Dybala che prende palla poco dopo la metà campo e lancia in maniera splendida Dusan Vlahovic che entra in area, con una finta si libera dalla marcatura e tira: il pallone colpisce in volto Handanovic, sulla respinta il serbo non sbaglia. Raddoppio e sorpasso Juve.

Dusan Vlahovic festeggia dopo il gol

La partita si accende. Ma è ancora la Juve a farsi pericolosa al 57′ con Morata. Per Inzaghi è il momento dei cambi: tenta di dare spinta alla sua squadra. Al 62′ ben 3 cambi: escono Dzeko, Darmian e D’Ambrosio, entrano Correa, Dumfries e Dimarco.

Passano 4 minuti e Allegri risponde con un doppio cambio: Zakaria e Bernardeschi lasciano il posto a Bonucci e Locatelli.
Ma la nuova opportunità arriva per la Juventus al 77′, con un sempre ottimo Dybala che prova a imbeccare Bonucci, ma nulla di fatto.

Ribaltamento di fronte e la partita cambia ancora. Fallo su Lautaro Martinez. A dire il vero cercato e trovato con furbizia. E’ il 78′. Tradizionale verifica al Var, ma il rigore è confermato. Al minuto 79 dal dischetto va Çalhanoğlu, che la mette all’incrocio dei pali a destra: imparabile.

Hakan Calhanoglu

Il clima si infiamma. Si litiga in panchina. Il giallo lo prende anche Allegri. Le squadre inizia a guardare verso i tempi supplementari e anche gli allenatori fanno scelte tattiche. All’84′ per la Juve esce Chiellini: per lui benzina finita. Entra Arthur. Quattro minuti più tardi Inzaghi mette in campo Vidal e Sanchez al posto di Calhanoglu e Lautaro, chiaramente non contento della sostituzione.
Accade poco fino al fischio dell’arbitro. Si va ai supplementari.

La svolta ancora una volta dal dischetto di rigore. Al 98′ c’è fallo su De Vrij, ma l’azione prosegue. Anzi c’è un vero ribaltamento di fronte. Finché l’Inter riconquista palla, mentre proseguono le proteste dei nerazzurri. Per questo Brozović butta la palla fuori per sollecitare l’arbitro a verificare il Var. Ed è quello che avviene. Ma all’arbitro Valeri basta poco per verificare che il fallo c’è e indica il dischetto di rigore.

Calhanoglu è uscito, quindi a calciare va Perisic. Tiro simile a quello del compagno di squadra, ma questa volta sotto l’incrocio di sinistra. Ancora una volta Perin non poteva nulla.

Ivan Perisic

L’Inter gira a mille. E si nota. Al 102′ arriva la doppietta di Perisic: controllo di prima intenzione, e tiro imprendibile da cineteca. I nerazzurri fissano il punteggio sul 4 a 2. La tensione sale. Anche in panchina. Dove Allegri non gradisce l’esultanza della panchina interista, ma paga con il rosso di Valeri e se ne va dritto negli spogliatoi.

Si arriva così alla fine del primo tempo supplementare. Nel secondo accade ben poco. Le squadre sono stanchissime. I ritmi si abbassano. E la partita scivola via. E’ festa l’Inter di Simone Inzaghi che si riprende la coppa dopo 11 anni.

a cura di Roberto D’Orazi – Foto Getty Image

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