Caro “Uno Qualunque”, non sempre si riesce a ri-costruire quanto si è consegnato al tempo (stati d’animo che scaturiscono da ricordi lontani, come da pensieri futuri), e allora la mente vola.

Eppure accade che, dopo un volo, che si spera liberatorio, rimanga un pensiero che insegue la propria ombra. Ma la vita, discreta, non invadente, aspetta solamente un sorriso di accettazione, e allora rullino i tamburi, rimbombino le note intorno al fuoco acceso. Bello avere gli occhi rivolti al cielo, là dove i sogni si rincorrono, dove tutto è fantasia. Ma il sogno, è una realtà che sfugge, spesso svanisce, e allora è bene destarsi, osservare l’infinito che è dentro di noi, vivere l’eterno presente, dove lo spirito vola, sorvolando le cime degli alberi, i prati d’erba… dove la gioia non ha parole.

E quando la stanchezza abbassa palpebre che hanno cercato tanto, è bello andare a dormire con la speranza del giorno nuovo. E il nuovo giorno attende solamente noi, ballerini che danzano come farfalle, dove la pace riempie il cuore. Eppure, a volte, scende il sipario: si cancella la magia. E allora, forse, meglio arrendersi, adagiarsi al “Così com’è”, smettere di cercare lontano, scavare nella profondità dell’esistenza… meglio distendersi all’onda lenta del tramonto, sotto il volo di uccelli di mare: lì giungerebbero la carezza di uno sguardo, il calore di una mano…

Tante volte si cerca “fuori”, in un mondo inventato, senza risultato, quando tutto è già dentro noi… in quel silenzio che attende di essere ascoltato. Lì c’é la vera poesia! Lì c’é Dio! Lì c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci leggeri e volare dentro il sogno, con la realtà che abbiamo scelto. Lì non si è mai soli, coccolati dalle carezze dell’Infinito, quell’Infinito che dice: “Lascia fare… accetta quella virgola che rappresenti nell’armonia del Tutto, e Io, il Tutto, ti verrò a cullare, e tra le mia braccia ti giungerà l’ascolto di ciò che sei: l’Infinito!”. E in quell’abbraccio, senza fine, la nostalgia danzerebbe, mano nella mano “dove la gioia non ha parole”.

Grazie “Uno Qualunque”, per avermi offerto nella lettura di questa mia lettere una parte del tuo prezioso tempo, ma ci tenevo a condividere con te questa mia riflessione perché credo, veramente, che spesso ci voglia proprio poco, per ottenere tanto.

A cura di Vittorio Benini

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