Il governo Gentiloni ha promosso una commissione ad hoc per studiare l’aumento dell’età pensionabile per le varie categorie di lavoratori in relazione alle diverse speranze di vita. Lo fanno sapere i sindacati che partecipano al tavolo tecnico a Palazzo Chigi.

“Una commissione con Inps, Istat, Inail i ministeri della Salute, del Lavoro e dell’Economia e forse anche i sindacati, che lavori fino a giugno o anche settembre” per calcolare le differenze nella speranza di vita in base al lavoro che si svolge.

Questa la proposta che, secondo quanto riferito dai sindacati, avrebbe avanzato il governo a Cgil, Cisl e Uil.

Un’operazione che l’Inps appoggia e che sarebbe pronto ad avviare per fornire i dati “entro giugno”, come affermato dallo stesso presidente Tito Boeri.

Stop dell’aumento a 67 anni per 15 categorie di lavori gravosi: le 11 già fissate dall’Ape social (tra cui maestre, infermieri turnisti, macchinisti ed edili) e altre 4 (agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori). Il governo porta sul tavolo tecnico con i sindacati a Palazzo Chigi anche questa proposta per dare una prima risposta alla questione dell’adeguamento automatico dell’età di uscita dal lavor all’aspettativa di vita. Si tratta di una platea di 15-20 mila persone, pari a circa il 10% dei pensionamenti stimati peril 2019.

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