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LE TOUR N’EST PAS POUR THIBAUT

Trentunesimo posto in classifica ad 1H22’47” dalla maglia gialla; questi gli impietosi numeri del Tour de France della (molto ex) grande speranza del ciclismo francese, Thibaut Pinot.

E’ un bravo ciclista ed una simpatica persona Pinot, forte in salita e sul passo, persino a cronometro, ma è ormai assodato che le grandi gare a tappe non fanno per lui; nelle corse di tre settimane c’è sempre qualcosa che va storto, con la sfortuna immancabile nel metterci il proprio zampino, ma evidentemente non è solo questo il motivo per cui la “grande speranza” del ciclismo francese non sarà colui che succederà nell’albo d’oro della Grande Boucle a Laurent Hinault, ultimo transalpino ad arrivare in giallo a Parigi, nell’ormai lontanissimo 1985!

Pinot ci ha provato con tutte le proprie forze (e con lui Bardet, Barguil, Rolland ed altri) a dare la gioia di un francese vincitore al Tour ai propri connazionali, ma il Tour lo ha sempre respinto, con l’unica soddisfazione del podio nel 2014 (quando il vincitore fu Vincenzo Nibali), un terzo posto conquistato insieme alla maglia bianca di miglior giovane, cui però sono seguiti solamente un sedicesimo posto (2015) e tre ritiri consecutivi (2016/17/18), a segnare la storia di questo ex ragazzo che tante speranze aveva fatto nascere in terra di Francia.

Quello del 2020 è solo l’ultimo dei grandi sogni spezzati, probabilmente quello definitivo, perchè a trent’anni Thibaut deve ormai rassegnarsi e cambiare registro, magari dedicando le proprie forze alle corse di un giorno, per provare a ripetere l’impresa riuscitagli al Lombardia 2018, quando in fuga con Nibali, seppe staccare il siciliano sulle rampe del Civiglio, per tagliare il traguardo di Como da solo, da trionfatore.

Il Tour, ma anche il Giro d’Italia (4° nel 2017) e la Vuelta (6° nel 2018), resteranno nei sogni di Pinot, che magari potrà andare a caccia di qualche vittoria di tappa prestigiosa, sulle grandi montagne che lo hanno visto tagliare in sei occasioni complessive (3 al Tour, 2 alla Vuelta ed 1 al Giro), il traguardo per primo, quelle stesse grandi montagne che però sono state ancora più spesso il terreno che ha posto fine ai suoi sogni di gloria.

Il Direttore responsabili Maurizio Vigliani – Foto Getty

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