Avete presente quella sensazione di gioiosa e giocosa leggerezza che si prova da bambini quando, stando semplicemente seduti su una sedia, su una panchina o su un’altalena, le gambe se ne rimangono a penzoloni a dondolare nel vuoto? Spesso, crescendo, quella sensazione è impossibile da rivivere, e perciò, come tutte le cose “impossibili”, diventa ancora più preziosa e desiderata. Oggi però, grazie all’intuizione, alla creatività e all’ingegno di Chris Bangle, designer americano che vive nelle Langhe, è possibile riprovarla.

L’idea iniziale di Bangle era quella di creare una grande panchina per sé e per la moglie, dove potersi sedere per godere il panorama e qualche momento di spensieratezza: nasce così nel 2010 a Clavesana, paese di residenza della coppia, la prima panchina gigante – alta più di due metri – che, installata di fronte ad un panorama mozzafiato e accessibile al pubblico, è divenuta velocemente meta di turisti spinti dalla curiosità e dalla novità.

Da quell’esperienza Bangle ha compreso che la panchina sarebbe potuta diventare un elemento di arredo urbano che, grazie alla sua attrattività, avrebbe creato un indotto utile all’economia e al turismo: ha fondato così la Big Bench Community Project, un’organizzazione no profit nata con lo scopo di valorizzare i comuni che ospitano le panchine, il turismo e le attività artigianali locali, e che gestisce il proliferare di quello che è diventato velocemente un fenomeno nazionale. Attualmente sono 120 le big bench installate in varie regioni d’Italia (elenco completo su www.bigbenchcommunityproject.org)

Ogni panchina viene realizzata da associazioni e volontari secondo i criteri e i colori stabiliti dalla Community, garantendo così che non esistano due panchine identiche: spesso i colori vengono assegnati in base al luogo di installazione e sono legate simbolicamente alle eccellenze della zona.
Per gli amanti dell’esperienza, da poco è stato istituito anche un “Passaporto delle Panchine Giganti”, che è possibile farsi timbrare nelle attività commerciali aderenti nei pressi di ogni panchina.

E allora, in un periodo di vita così particolarmente arduo come quello che stiamo vivendo, in cui nemmeno i bambini hanno vita facile dovendo rinunciare ad uno dei loro istinti che è quello della socialità, proviamo per quanto possibile a concederci una breve pausa di leggerezza e saliamo su una di queste panchine giganti: forse ritornare un po’ bambini e sollevare per qualche momento i piedi da terra può aiutarci ad alleggerire un po’ il cuore dai pensieri.

A cura di Sara Patron – Foto La Nuova provincia

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