Le pagelle della serie A
Come già detto più volte, ognuno vede le cose a modo proprio, compreso il calcio, ed è quindi normale che i giudizi spesso non combacino, cosa che in realtà è tutt’altro che un problema.

Ma veniamo alla seconda parte delle pagelle di stagione, delle posizioni dall’undicesimo al ventesimo posto ….
SASSUOLO – 6,5 – ai neroverdi manca il pubblico, ma cosa pretendere da una cittadina di quarantamila abitanti, non certo i soldi e le buone idee; così quando vendono sanno farsi pagare bene e scegliere contropartite da far crescere.
Il Sassuolo va di alti e bassi, vince partite importanti e prende sonore scoppole, ma mette in mostra nuovi gioielli e c’è da stare certi che li lascerà andare con un ottimo utile.
UDINESE – 6,5 – parte male e cambia il mister in corsa, riprendendo vigore e terminando in crescendo, oltre a smentire chi pensava andasse a Salerno da vittima sacrificale.
Adesso perderà Cioffi, ma di sicuro in Friuli nessuno se ne farà un problema, dato che il progetto non lo fa l’allenatore ma la Società.
BOLOGNA – 5,5 – al di là dei problemi del mister, i rossoblù galleggiano da anni senza trovare quel qualcosa che gli faccia fare il salto di qualità sempre prospettato ad ogni inizio stagione; probabilmente perché a fronte di qualche lieta sorpresa, c’è sempre chi invece non mantiene promesse ed ambizioni.
EMPOLI – 7 – il voto sarebbe più alto, ma dopo un’andata strepitosa, il ritorno è stato alquanto sofferto, con un finale in cui si è ritrovata la verve iniziale; si è salvato senza mai correre rischi, mettendo, come al solito, ragazzi che “faranno” mercato e cassa, poi si ricomincerà daccapo, chissà se ancora con Andreazzoli in panchina?
SAMPDORIA – 3 – la salvezza è alla fine arrivata, molto più per demeriti altrui che altro e la Samp avrà bisogno di un’estate di stravolgimenti, tra panchina, campo e dirigenti, visto il caos di stagione; rosa da svecchiare assolutamente e nuovo mister da cercare, dato che il professore teorizzerà bene, ma sul campo la realtà è che nessuno capisce nulla del suo credo.
SPEZIA – 8 – senza fare mercato e con la scelta del mister piuttosto azzardata, gli spezzini parevano più che candidati alla retrocessione, invece tutto è andato per il meglio ed è arrivata la seconda miracolosa salvezza; o probabilmente è arrivata la salvezza della serietà e della competenza, quel piccolo particolare che manca in tante altre piazze.
SALERNITANA – S.V. – perché non do il voto ai campani? Perché ci sono tante componenti che non riesco a trovare un giudizio.
Estate ai limiti dell’assurdo, a fine 2021 rischio estromissione dal campionato, sedici punti in trenta partite e quindici nelle otto successive ….
Quando la salvezza pareva facilmente raggiungibile, ecco lo 0-4 casalingo contro l’Udinese, ed il miracolo accade solo perché il Cagliari si suicida letteralmente a Venezia ….
Miracolo? Mah ….
CAGLIARI – 1 – come la rete che avrebbe voluto dire “salvezza” e che nonostante un Venezia pieno di riserve, non è arrivata.
Stagione piena di errori, quella dei sardi, con tre allenatori cambiati ed un solo periodo di discreti risultati, ad inizio 2022, troppo breve però per uscire dalle sabbie mobili …. e poi Venezia, dove davvero non si poteva fare di meglio?
GENOA – 1 – dai e dai i grifoni ce l’hanno fatta a retrocedere, solo che Preziosi ha aspettato gli americani per il colpo di grazia, lamentandosi pure!!!
Solito giro di allenatori e calciatori, per lo più senza senso e questa volta senza il bingo di una salvezza già troppe volte risicata; i miracoli spesso avvengono, ma prima o poi pure i santi si stufano.
VENEZIA – 3 – in laguna si erano illusi dopo una buona partenza, poi il mercato di gennaio ha prodotto più danni che altro e perdere nove partite di seguito ha fatto il resto.
Giusto sostituire Zanetti quasi alla fine? Il discorso vale come per il Cagliari, ovvero, o lo si faceva prima o, a quel punto, tanto valeva finire senza cambi serviti a nulla.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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