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LE FRECCE TRICOLORI SUL GIRO D’ITALIA

Il Col. Marco Bertoli, Comandante del 2o Stormo, affiancato dal Capo della polizia Franco Gabrielli, ha sventolato la bandierina arancione e i ciclisti del Giro d’Italia sono partiti sulla pista di decollo utilizzata dalle Frecce Tricolori, per la 15/A tappa, la Rivolto-Piancavallo, la prima in assoluto mai partita da una base dell’Aeronautica militare. La partenza è stata anticipata da tre passaggi delle Frecce che con figure acrobatiche hanno salutato la manifestazione.

“Un sodalizio che ci inorgoglisce, il Giro d’Italia è una parte del Paese, il suo significato va al di là della manifestazione”. Lo ha detto il capo della Polizia intervenendo sul palco prima della partenza della tappa che si snoda nel territorio delle province di Udine e di Pordenone, per un percorso di 185 Km, con traguardo a Piancavallo del comune di Aviano. Poco prima della partenza della gara, in occasione della IX edizione del Premio “Eroi della Sicurezza”, manifestazione organizzata dalla Polizia di Stato e da Autostrade per l’Italia, sono stati premiati due poliziotti della Stradale, in servizio presso il Distaccamento Polizia Stradale di Spilimbergo (PN), che si sono particolarmente distinti in occasione di un delicato intervento di servizio. I due poliziotti, durante l’ordinaria attività di vigilanza stradale, avevano bloccato un’auto che marciava contromano in Autostrada.

La Salita Pantani​
E’ stata dedicata a Marco Pantani la Strada del Piancavallo, percorso di 15 km che da Aviano porta alla località turistica montana, dove il 30 maggio 1998, staccando tutti, il ‘Pirata’ volò fino al traguardo. Alla base della salita è stato installato un pannello che ritrae il campione: ha addosso la maglia rosa che nel 1998 porterà fino a ltermine della Corsa, a Milano.

“La Salita Pantani – ha detto l’assessore allo Sport del Fvg, Tiziana Gibelli – è un omaggio dovuto che le istituzioni rivolgono a un atleta che tuttora è il simbolo di tenacia, caparbietà, di come la forza di volontà e la determinazione possano permettere di affrontare e superare anche i momenti più crudi e difficili. Anche per ciò che Marco Pantani è stato gli si deve giustizia, perché se la aspettano la sua mamma con la famiglia e le centinaia di migliaia di tifosi che ancora lo ricordano”.

A cura di Roberto D’Orazi – Foto Imagoeconomica

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