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Ogni giorno siamo travolti da una valanga di notizie: alcune vere, altre false, altre scorrette. Distinguere quali notizie sono fondate, in questo mare d’informazioni disponibili, è un’abilità che si può imparare solo con la pratica.

Le notizie false possono nascere da informazioni completamente inventate per interessi economici, politici oppure da informazioni parziali o scorrette, scritte senza la reale intenzione di comunicare informazioni false.

Con l’epidemia di Covid-19, sono tante le istituzioni che hanno parlato di “infodemia”, e cioè di un’abbondanza d’informazioni che rende difficile distinguere le fonti affidabili. Parlamentari, giornalisti, ricercatori, operatori sanitari, esperti di comunicazione hanno ritenuto necessario occuparsi di questo problema e hanno stilato liste d’indicatori per identificare le fake news e per riconoscere la buona informazione.

Fare una carta d’identità delle notizie false è un’operazione parziale che rischia di semplificare la complessità del comunicare informazioni. Come primo filtro, però, può essere utile per vagliare le notizie che si leggono. Spesso nelle notizie false non sono citate le fonti o sono citate fonti false o incomplete.

Profili social finti, nomi di esperti inventati, istituti di appartenenza inesistenti: queste sono alcune delle caratteristiche più plateali delle fake news. Altri stratagemmi usati da chi fabbrica notizie false sono: titoli altisonanti, linguaggio che non lascia spazio all’incertezza, contenuti presentati in modo categorico al solo scopo di suscitare uno schieramento di posizione o un’opinione estrema, uso d’immagini costruite ad arte o ritoccate, uso di storie di persone inventate o modificate. I “fact checker” sono professionisti che si occupano di verificare l’attendibilità delle informazioni e di smascherare le notizie false in ambito politico, economico e anche medico-scientifico.

Senza dover necessariamente diventare dei “valutatori” professionisti, si possono seguire alcuni suggerimenti utili per accorgersi di scorrettezze, imprecisioni o contenuti falsi. Accertarsi delle fonti; entrare nel merito di chi scrive o comunica la notizia; prestare attenzione alla data cui si riferiscono le informazioni; accertarsi della veridicità delle immagini; cogliere l’obiettivo della comunicazione; identificare le persone cui si rivolge.

Usare il proprio spirito critico è la prima regola: non accontentarsi di quello che sembra, porsi domande, leggere attentamente, cercando riscontri di ciò che si legge. 

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica 

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