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Il 10 Marzo 1946, per la prima vola della storia anche le donne vengono chiamate alle urne.
L’occasione è il primo dei cinque turni elettorali amministrativi che si svolgeranno fino al 7 aprile in ben 436 comuni d’Italia.

Nello stesso giorno viene varato un decreto il n. 74 che prevede pure l’eleggibilità delle donne con almeno 25 anni di età.

Il diritto di voto alle donne è stato raggiunto il 31 gennaio 1945, con il decreto luogotenenziale che sancisce il suffragio universale, decreto che viene pubblicato in g.u. il 1 febbraio. Il provvedimento riguarda solo la possibilità di esprimere la propria preferenza e non prevede l’eleggibilità femminile alla quale si giunge appunto solo il 10 marzo 1946 con il decreto . 74 che riguarda le norme per la elezione dei deputati all’Assemblea Costituente che specifica: sono eleggibili i cittadini e le cittadine italiane.

Il decreto verrà varato con la caduta del fascismo a cui le donne italiane possono partecipare recandosi alle urne. Da quel giorno il mondo femminile potrà partecipare alle elezioni politiche che avverrà il 2 Giugno 1946 in occasione del referendum istituzionale Monarchia-Repubblica.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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