Per la Casa Bianca “la guerra della Russia in Ucraina” è “la fonte principale di immense sofferenze economiche e umanitarie nel mondo“, come fa filtrare ai cronisti la delegazione dell’amministrazione Biden in Indonesia per il G20. Una presa di posizione a cui non ha perso tempo a replicare il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in conferenza stampa a Bali: “Sia gli Stati Uniti che tutti i suoi alleati sono stati piuttosto aggressivi durante le discussioni di oggi, accusando la Russia, come si suol dire, di aggressione non provocata contro l’Ucraina“, hanno “cercato in ogni modo di politicizzare” la dichiarazione finale del vertice del G20, cercando di imporre un linguaggio che “implicherebbe la condanna delle azioni della Russia da parte di tutto il G20, compresi noi”. Tuttavia “gli altri Paesi sono sempre più convinti che il conflitto in Ucraina sia stato provocato da Washington“.

In precedenza, nell’intervento al summit, aveva sottolineato che le proposte presentate dal presidente Volodymyr Zelensky al vertice del G20 per la pace e che contremplano il ritiro delle forze armate russe dal territorio ucraino sono “non realistiche né adeguate” e accusato il presidente ucraino di avere una “retorica russofobica e aggressiva” e “non ascoltare alcun consiglio degli occidentali sui negoziati con la Russia”.

Secondo Bloomberg, che cita fonti in sala, Lavrov è rimasto in sala quando è stato trasmesso il discorso da remoto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Subito dopo il capo del ministero degli Esteri russo ha preso la parola e ha detto che doveva rispondere a Zelensky, accusando il presidente ucraino di insegnare alla Russia “con una litania di accuse fatte spesso ma prive di fondamento”. Riporta ancora Bloomberg:. “La sala era piena per il discorso di Lavrov, senza che nessuno si alzasse e se ne andasse: una sorta di vittoria retorica per la Russia” riporta Bloomberg. “Ma la reazione è stata muta nella stanza, suggerendo che gli altri leader mondiali sono stanchi della guerra della Russia, ora al suo nono mese”. I negoziatori per l’incontro del G20 hanno messo insieme una bozza di comunicato che include un linguaggio in cui si osserva che “la maggior parte dei membri ha condannato fermamente la guerra in Ucraina e ha sottolineato che sta causando immense sofferenze umane”. La dichiarazione però evita di chiamarla “guerra russa”.

Kiev replica: è la Russia che invade e bombarda le città – A Lavrov ha rapidamente replicato il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak: “È la Federazione Russa quella che ha invaso. La Federazione Russa bombarda le nostre città. La Federazione Russa commette genocidio distruggendo l’infrastruttura energetica. E sarebbe l’Ucraina a trascinare il conflitto?'”, ha scritto su Twitter, “la guerra continua ancora solo per la manipolazione pubblica di Lavrov e la sua mancanza di volontà di smettere di uccidere”.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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