Nei meteoriti c’è il segreto della vita sulla Terra. Le rocce spaziali cadute sul globo nel secolo scorso contengono le cinque basi che immagazzinano le informazioni nel DNA e nell’RNA. Lo riferisce uno studio pubblicati su Nature Communications. Queste “nucleobasi” – adenina, guanina, citosina, timina e uracile – si combinano con zuccheri e fosfati per formare il codice genetico di tutta la vita terrestre. Dopo aver parlato della congiunzione rara e spettacolare di Luna, Mercurio e Pleiadi, cosa sapere sulla possibilità che la vita arrivi dallo Spazio.

Le prove che la vita arriva dallo Spazio – Secondo i ricercatori, la scoperta aggiunge prove sulla provenienza, originariamente dallo Spazio, dei precursori della vita. Fin dagli anni ’60 gli scienziati avevano rilevato frammenti di adenina, guanina e altri composti organici nei meteoriti. Gli studiosi avevano anche individuato accenni di uracile, mentre finora, mancavano all’appello la citosina e la timina. “Abbiamo completato l’insieme di tutte le basi trovate nel DNA e nell’RNA“, ha affermato l’astrochimico Daniel Glavin del Goddard Space Flight Center della NASA.

La scoperta di deve al geochimico Yasuhiro Oba dell’Università di Hokkaido a Sapporo, in Giappone, che alcuni anni fa, con altri colleghi, ha escogitato una tecnica per estrarre e separare delicatamente diversi composti chimici nella polvere di meteorite liquefatta e quindi analizzarli.

Il nostro metodo di rilevamento ha una sensibilità di ordini di grandezza superiore a quella applicata in studi precedenti”, ha affermato Oba.
Tre anni fa, i ricercatori hanno utilizzato questa stessa tecnica per scoprire il ribosio, uno zucchero necessario per la vita, in tre meteoriti. Nel nuovo studio, Oba e colleghi hanno unito le forze con gli astrochimici della NASA per analizzare i campioni di meteorite alla ricerca di un altro tipo di ingrediente cruciale per la vita: le basi azotate.

I ricercatori pensano che la loro tecnica di estrazione, più mite, che utilizza acqua fredda invece del solito acido, mantenga intatti i composti. “Stiamo scoprendo che questo approccio di estrazione è molto suscettibile per queste fragili basi azotate”, ha spiegato Glavin. Con questa tecnica, è stata quindi misurata l’abbondanza delle basi e di altri composti legati alla vita in quattro campioni di meteoriti caduti decenni fa in Australia, Kentucky e British Columbia. In tutti e quattro, il team ha rilevato e misurato adenina, guanina, citosina, uracile, timina, diversi composti correlati a quelle basi azotate e alcuni aminoacidi.

Seppur restano ancora delle indagini da fare, il lavoro del team di Oba e della Nasa apre nuove strade per la comprensione dell’origine del Cosmo e della vita sulla Terra.

A cura di Claudio Piselli – Foto Imagoeconomica

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