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LA VENDEE GLOBE

Stufi del Covid e delle sue implicazioni? Stufi di Dpcm e restrizioni varie? Preoccupati dalla crisi economica globale e …. delle prossime vacanze natalizie senza nemmeno potersi fare una sciatina, neppure in mezzo alla ressa di quei “furboni” di svizzeri? Il cappone non vi piace e meno che mai quello (da sorbirsi per forza) di vostra suocera?

Come uscire da tutto questo e rilassarsi in pace distanti da tutti e tutto? Perbacco, c’è la Vendée Global, anche se per parteciparvi dovrete pazientare sino al 2024, dato che l’edizione 2020/21 è partita l’8 novembre ed il giro del Mondo in barca in solitaria si svolge ogni quadriennio, dal 1992, dopo la prima edizione del 1989.
Il 1989 è infatti l’anno in cui Philippe Jeantot inventò questa gara massacrante, in cui si percorrono circa quarantamila chilometri navigando da soli, senza scali e senza assistenza; non a caso la gara viene definita “l’Everest dei mari”, in cui si circumnaviga l’Antartide, partendo ed arrivando nel porto francese di Les Sables-d’Olonne.
Insieme alla Golden Globe Race, la Vendée Globe prevede si veleggi in solitaria e, come già detto in precedenza, senza scali ed assistenza, mettendo a durissima prova velisti e scafi, che appartengono alla classe Open 60, ovvero devono essere monoscafi lunghi sessanta piedi ed avere altre caratteristiche peculiari relativi alla sicurezza ed alla stabilità.

Trattandosi di una gara è quasi superfluo parlare dell’evoluzione delle imbarcazioni avvenute nel corso delle otto edizioni sin qui portate a termine (siamo alla nona), ed il tempo impiegato serve null’altro che a ribadire le cose, dato che si è passati dai 109 giorni e spiccioli di Titouan Lamazou, dell’edizione 1989/90, ai 74 giorni occorsi per completare il percorso nel 2016/17 di Armel Le Cleac’h, mentre un’altra cosa va rimarcata, ovvero che sino ad ora nessuno è riuscito a battere i francesi, vincitori di tutte le edizioni sin qui disputate.

Naturalmente la Vendée Globe è una regata pericolosissima, e la cosa non stupisce dato che si naviga nei mari più tempestosi del Mondo; ogni edizione ha visto il ritiro di numerosi concorrenti, a causa delle più svariate motivazioni, non ultime le collisioni, i disalberamenti o i ribaltamenti, con purtroppo tre morti, due nell’edizione 2002/03: il britannico Nigel Burgess e lo statunitense Mike Plant ed uno nell’edizione successiva: il canadese Gerry Roufs, il cui corpo non è mai stato ritrovato.
Insomma, scherzi iniziali a parte, la Vendée Globe non è proprio una passeggiata e se volete parteciparvi temo non basti rifarsi alle parole che definivano gli italiani un popolo di santi, poeti e navigatori, tenendo conto che nell’edizione partita un mese fa, dei trentatre concorrenti al via, cinque sono già stati costretti al ritiro, uno dei quali a causa dell’affondamento della sua imbarcazione è stato comunque e fortunatamente messo in salvo.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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