E’ passato più di un secolo e mezzo da quel 9 febbraio 1867, data in cui nasceva, sotto la direzione di Vittorio Bersezio, il quotidiano “Gazzetta Piemontese”.
Il motto del giornale era “Frangar non flectar” (mi spezzerò non mi piegherò), il prezzo 5 centesimi di lire. Nel primo articolo di presentazione Bersezio spiegava che avrebbe “fatto le pulci” ad ogni legge o decreto, con particolare attenzione alle manovre finanziarie senza accettare pressioni da nessuno. La stessa pagina ospitava “La rivista dei tribunali”, con articoli di cronaca, per lo più giudiziaria.

Con una tiratura di circa 8000 copie, il quotidiano cominciò l’avventura con due edizioni giornaliere, mattutina e pomeridiana.
Nel 1880 il giornale fu acquistato dal deputato liberale Luigi Roux, che ne assunse la direzione, affiancato, dal 1894, dal giornalista Alfredo Frassati, che divenne anche comproprietario. La testata fu modificata in “La Stampa Gazzetta piemontese”, motto e prezzo restarono invariati.

In pochi anni la tiratura del quotidiano arrivò a 50000 copie. Nel 1900 Roux cedette, per due terzi a Frassati ed un terzo al finanziere Eugenio Pollone, la proprietà della testata. Frassati divenne così il nuovo direttore: nel 1902 creò il supplemento sportivo “La Stampa Sportiva” e due anni dopo, “La donna”, dedicata al mondo femminile. Il 12 agosto 1908 il titolo del quotidiano divenne “La Stampa”, con una tiratura di quasi 100000 copie.

Di orientamento liberale, appoggiò la linea politica di Giovanni Giolitti, sostenendo l’impresa libica e avversando, nel 1915, l’intervento in guerra dell’Italia. Con l’avvento del fascismo, nel 1926 Frassati dovette cedere la proprietà a una società controllata dalla famiglia Agnelli, che adeguò il giornale alle direttive di regime. Sospeso subito dopo la liberazione, riprese la pubblicazione nel 1945, sotto la direzione di Filippo Burzio, con il titolo “La Nuova Stampa”, poi, dal 1959, di nuovo con il titolo precedente. Di proprietà dal 1946 dell’Editrice La Stampa, durante la direzione di Giulio De Benedetti assunse un orientamento moderato.

Nel 1947 riprese la pubblicazione dell’edizione pomeridiana “Stampa Sera”, sospesa nel 1992. Nel 2014 la proprietà passò all’Italiana Editrice S.p.A. e dal 2017 a GEDI Gruppo Editoriale.

Questi 153 anni di storia del sono riassunti presso “Spazio La Stampa”, il percorso espositivo storico inaugurato il 29 ottobre 2012, che racconta l’evoluzione del quotidiano piemontese dalla nascita fino ai nostri giorni.

ll museo è suddiviso in sezioni tematiche che illustrano lo sviluppo del quotidiano. Una sezione cronologica per capire le tappe fondamentali del giornale; una bacheca ricca di cimeli storici unici che racconta l’evoluzione tecnologica; una sezione multimediale con filmati originali e prime pagine storiche arricchita da applicazioni interattive per simulare il lavoro in redazione; i rari documenti autografi di grandi intellettuali che hanno collaborato con “La Stampa“; l’evoluzione dal piombo al digitale, dalla composizione a piombo a mano e attraverso la linotype agli strumenti per la fotocomposizione e la video impaginazione che raccontano l’evoluzione al digitale; un’unica grande parete che riassume la complessità delle macchine da stampa, con un video girato all’interno dello stabilimento di Torino, proiettato su una riproduzione, in scala, di una rotativa; ed infine la sezione dedicata a tutti i mezzi di diffusione, dalla carta alle versioni digitali.

articolo a cura di Franco Buttaro

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