L’inizio dei ritiri delle formazioni di Serie A sembra più che altro un elenco di “bollettini medici”, visto che praticamente nessuna delle formazionigià al lavoro è tutta salute ed allegria; chi più chi meno ha contagiati reduci da vacanze, salvo che siano stati tutti impegnati nell’accoglienza dei migranti che stanno “invadendo” ed ungendo (per dirla alla maniera di Matteo) il nostro bel Paese.

Tanti contagiati come neppure a marzo/maggio, nel nostro mondo pallonaro, però c’è da dire che in quei mesi nessuno era andato a farsi un giretto da quello “scienziato” di Flavio Briatore, che spara cagate a tutto spiano, ma ha preso a sparare anche quei contagi che a sentire lui e tanti suoi amici benpensanti non sono altro che balle governative.

In realtà di strano non è che ci sia poi molto, perché viene da pensare e credere (malevolmente) che pur di riprendere la stagione appena conclusa si siano nascoste sotto il tappeto un bel po’ di magagne, mentre adesso si può tranquillamente parlare di positivi, (davvero?) tutti asintomatici, tanto nessuno sa quando davvero si tornerà a giocare e pazienza se la stagione potrebbe diventare cortissima, con magari un solo girone, play off e play out e chi si è visto si è visto!

Qui si parla di mercato, di panchine ancora disponibili ed altre che potrebbero anche cambiare il tenutario, si innescano polemiche su formazioni da completare in breve tempo perchè altrimenti chissà cosa può succedere, o magari su esuberi che tutti hanno ma c’è chi li può vendere a peso d’oro mentre altri devono prezzarli come “saldi” ed intanto ci si allena senza questo o quel calciatore, magari anche senza allenatore (come al Bologna) e quindi di cosa stiamo parlando?

Sicuramente di un calcio che non sa più che pesci pigliare, con i vertici impegnati nella corsa alle poltrone (quelle si importanti) mentre tutto va a scatafascio.

La situazione è davvero al limite del paradossale, mentre continuiamo a parlare di milioni come noccioline ed il calcio nostrano non vince nulla in Europa da dieci anni, che diventano ventuno se si considera la Coppa UEFA; un calcio che non impara mai niente, perchè evidentemente non si fanno errori e ci si mette in mano a dirigenti che sembrano quelli di Stato, più fanno cagate e più fanno carriera.
Siamo messi male?

Ma no, tutto va bene, il Covid è solo una scusa, anche per il calcio nostrano, dove evidentemente c’è chi vuole farsi qualche giorno di vacanza in più.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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