PROTESTA CONTRO I DOPPI TURNI NELLE SCUOLE IN PIAZZA LIBERTA' MANIFESTAZIONE SCUOLA STUDENTI FISCHIO FISCHIETTO

E’ partito in tutta Italia lo sciopero nazionale della scuola, proclamato per oggi dai sindacati confederali e di base, con l’eccezione della Cisl Scuola: si protesta contro le politiche del governo in materia di istruzione e ricerca e si chiedono, tra l’altro, più fondi in Manovra per il settore, per il rinnovo del contratto, la stabilizzazione dei precari, più sicurezza per gli edifici e una soluzione definitiva per le “classi pollaio

Le motivazioni: scarsi investimenti sulla scuola nella Manovra economica, la previsione di aumenti “irrisori” nel nuovo contratto, l’assenza di una “necessaria stabilizzazione” del personale precario e di una riduzione strutturale del numero di alunni per classe, la stabilizzazione dell’organico Covid docente e ATA sono tra le motivazioni principali alla base dello sciopero. “Nella legge di Bilancio solo lo 0,62% viene destinato alla professione docente, per pochi e a premio, mentre sul contratto è di 87 euro la previsione di aumento con 12 euro legati alla ‘dedizione’, quando è di 350 euro la differenza attuale tra il personale della PA e quello della scuola”, ricordano i sindacati confederali, per i quali tra le misure urgenti “attese da anni” ci sono “dare un dirigente ad ogni scuola e azzerare le reggenze; permettere a tutti dirigenti di spostarsi da una regione all’altra; presìdi sanitari e sistemi di sanificazione nelle scuole” e, tra le misure “a costo zero”, un “concorso riservato per Dsga facenti funzioni; l’abolizione dei vincoli sui trasferimenti del personale”.

I Cobas-Cub rivendicano anche “la centralità della scuola nel PNRR, innanzitutto attraverso un piano straordinario per l’edilizia scolastica e la sicurezza; l’adeguamento permanente alla media OCSE del finanziamento per l’istruzione; un piano straordinario di assunzioni, ad iniziare dai ‘precari’, sulla base di un percorso per titoli”.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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