“L’ arte è nata con me”. Così, con questa frase, Claudio Cesarini, (classe 1939) insegnate d’ arte e artista di Pesaro ha iniziato a parlarmi della sua carriera di scultore. Sono particolarmente felice di poter far conoscere, anche a voi, un uomo e un artista di grande talento come lui. Ho avuto l’ onore di essere stato un suo alunno al Liceo Scientifico Marconi di Pesaro nella classe entrante del 1999. Ora lascerò che sia lui a presentarsi e soprattutto a presentare la sua Arte.

Prof. Cesarini, quando è iniziato il suo amore per l’ arte e per l’ insegnamento?

“L’ Arte è nata con me. Ogni essere umano nasce con un dono divino, sarà poi la gratitudine della vita a fornirne il suo parto. Avevo sei anni, ed ero andato a Roma con mia madre in visita a sua sorella, mia zia Luisa. Un giorno siamo andati a visitare la Cappella Sistina e lì mi persi letteralmente, non solo con la mente ma anche fisicamente. Osservai con una tale intensità quelle sculture, che giganteggiavano sulla piazza del Bernini, che quando mia madre mi ritrovò, io non sapevo affatto di essermi perso e non capivo il perchè di tutta quella agitazione. L’ insegnamento, invece, è arrivato precocemente come conseguenza dei miei studi e del mio forte senso di realtà”.

Dove si è formato?

“Ho studiato all’ Accademia di belle arti di Firenze, all’ Istituto Porta Romana. Qui ho avuto la fortuna di seguire gli insegnamenti di illustri personaggi del panorama culturale italiano del ‘900 come i maestri Innocenti, Moschi, Grazzini e Parrocchi”.

Oltre all’ insegnamento, è riuscito a portare avanti anche la sua carriera di artista-scultore?

“Ho insegnato per 44 anni e ogni giorno uscito da scuola, regolare e metodico, mi sono rifugiato nel mio studio a sviluppare le mie idee. Le due attività della mia esistenza sono state sempre complementari e necessarie”.

Continua ancora a insegnare e fare arte?

“Sono in pensione dall’ insegnamento ormai da 10 anni, ma non dall’ arte. Era il 1961, e non appena ritornai da un soggiorno a New York, ottenni la nomina come supplente alle scuole medie di Cantiano. Per 12 anni feci supplenze in tante scuole medie nella provincia di Pesaro e Urbino. Quando ottenni il posto di insegnante di ruolo, chiesi al Provveditore di poter andare alle scuole elementari, prima mi diede del folle e poi caldeggiò la nomina alle superiori. Io rifiutai di insegnare negli Istituti d’ Arte la Scuola e così mi assegnarono ai licei: dapprima quello di Sassocorvaro e successivamente lo scientifico di Pesaro, dove ho continuato a lavorare, anche dopo essere andato in pensione”.

Quale obiettivo vuole raggiungere con la sua arte? Quali sono i soggetti delle sue opere?

“L’ obiettivo di ogni artista è quello di avvicinarsi all’ idea primigenia dell’ opera che ha dentro di sé e che respira nelle pareti del suo cervello, del suo cuore, della sua anima. Il mio obiettivo si è semplificato, è diventato un’ esigenza, un’ urgenza di far nascere figure che mi affollano lo sguardo e il pensiero. Il mio soggetto è sempre stato l’ Uomo, scoperto anziano o più crudemente vecchio nella sofferenza dell’ oblio dell’ ospizio, poi ritrovato nell’ emarginazione delle strade delle grandi metropoli e sofferto nella gabbia dell’ Io dell’ ospedale psichiatrico. Ora il mio Uomo, nella sua essenza più scarna, è linea rappresentativa della sua interiorità”.

Quante mostre d’ arte ha realizzato nella sua lunga carriera? Ne esiste una a cui è particolarmente legato?

“Negli anni ’60 e ’70, mostre e concorsi fioccavano e parallelamente si intensificava la mia ricerca artistica che divenne, ben presto, indolente alla burocrazia delle vetrine. Lontana da quel mercato si fece anche più vera e cruda fino a che il mercato delle gallerie rifiutò la mia arte. Da quel momento in poi mi hanno cercato solo quei personaggi di cultura che condividevano il mio messaggio artistico. Ricordo con molto piacere la mostra allestita nel 2000 a Cagli in provincia di PU, a Palazzo Tiranni- Castracane a cui Alberto Mazzacchera, curatore dell’ evento e Assessore alla Cultura, diede il titolo di Scultura nel Cantiere”.

Sta lavorando a qualche opera in questo momento? Ci può svelare qualcosa?

“Sto lavorando da tanto tempo a delle opere che a tratti mi appartengono e mi tolgono dagli affanni della realtà. Altre volte, invece, mi tolgono il fiato per quanto siano frutto della realtà stessa. Non svelo niente di più, perchè non so ancora dove mi porteranno e soprattutto quando le finirò. Mentre lavoro mi nascono sempre nuove idee, vorrei solo avere il tempo di realizzarle tutte”.

A cura di Nicola Luccarelli

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