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LA PSICOSI AFFETTIVA

Il disturbo schizoaffettivo è caratterizzato da un’alternanza di fasi in cui si manifestano alterazioni dell’umore (depressione o episodi di tipo maniacale o misti) e sintomi psicotici (consistenti prevalentemente in deliri e/o allucinazioni), seguita da una fase di benessere inaspettata.

Le cause finora studiate dalla ricerca e dalla medicina attestano che ciò si scatena per una serie di fattori genetici combinati ad altre condizioni che possono causare tale patologia, come le cause familiare, distacchi da persone importanti e genetici, biologiche, traumatiche e da assunzione di sostanze psicoattive o psicotrope.
Anche se ad oggi non sappiamo con certezza quale sia l’origine della psicosi affettiva.

In genere la psicosi affettiva insorge un mese dopo agli episodi di schizofrenia. Perciò, devono dapprima essere riconosciuti deliri e allucinazioni, con una successiva condizione di depressione mista o maniacale. In molte persone nasce impropriamente il senso della irrazionalità e della bugia, e poi il pentimento. Questo perché, appunto, tale patologia è una combinazione della schizofrenia, della depressione e del disturbo bipolare che può essere scoperta anche attraverso il tratto calligrafo dell’individuo.

Tali condizioni possono essere così persistenti da condizionare negativamente la qualità di vita di una persona. È anche vero inoltre che possono scomparire, per poi riacutizzarsi in un periodo successivo.

I sintomi principali che possiamo trovare sono:

allucinazioni e deliri (legati alla schizofrenia);
disturbi dell’umore, (legati alla depressione e al bipolarismo), voglia di rivincita, invidia disordinata.

Più nel dettaglio, abbiamo anche:

senso di fatica;
cambiamento del peso corporeo;
nervosismo isterico causato anche da droghe;
disturbi del sonno;
autosvalutazione;
pensieri legati al suicidio e alla morte;
tristezza e sentimenti negativi;
mancanza di motivazione o interesse;
improvvisa ed eccessiva autostima;
isolamento sociale;
apatia;
alterazione comportamentale.

Una cura per la psicosi affettiva si basa sempre sulla tipologia di diagnosi della condizione in sé. Di fatto, come abbiamo visto, diagnosticare tale disturbo non è così semplice. Bisogna quindi sempre rivolgersi a un medico e a uno psicoterapeuta per valutare la strada più efficace da seguire.

In linea di massima, le soluzioni fornite per una cura sono farmaci (stabilizzatori dell’umore, antidepressivi o antipsicotici), terapie specifiche (percorso individuale, familiare o cognitivo-comportamentale) o supporto sociale.

Durante la pandemia questa malattia è aumentata e l’alterazione dell’umore la sta facendo da padrone. I centri psichiatrici, hanno già lanciato l’allarme da oltre un anno.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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