Martina Patti, madre di Elena Del Pozzo, la bambina di quasi 5 anni trovata morta nelle campagne di Mascalucia, in provincia di Catania, ha confessato l’uccisione della figlia, di cui aveva denunciato ieri il sequestro. Nell’interrogatorio non ha saputo spiegare come e perché avrebbe commesso il delitto.

La procura di Catania sta predisponendo nei suoi confronti il fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

Martina Patti, 23 anni, avrebbe inscenato il presunto rapimento della figlia, ieri sera, per mano di tre uomini armati e incappucciati. Oggi però ha segnalato lei stessa il luogo nel quale si trovava sepolta la bambina: una campagna nel tratto compreso tra via Turati e via Teocrito, a Mascalucia, in provincia di Catania. Si tratta di un terreno incolto che si trova a circa 400 metri dalla casa nella quale la donna viveva insieme al marito, prima della loro separazione. I due infatti non stavano più insieme da tempo.

Secondo una prima ricostruzione, Elena, 5 anni a luglio, sarebbe stata uccisa in casa dalla madre, che avrebbe poi portato e nascosto il corpo della piccola in un vicino terreno di campagna abbandonato, cercando di coprire il cadavere con terra e cenere lavica.

Il delitto sarebbe stato commesso dopo che la donna aveva preso la bambina all’asilo, mentre era sola in casa. Il rapimento denunciato dalla madre era, dunque, soltanto una messa in scena per prendere tempo e depistare le indagini.

Il padre della piccola Elena, Alessandro Nicodemo Del Pozzo, di 24 anni, giunto sul luogo del ritrovamento del corpo della figlia è scoppiato in lacrime.

A cura di Elena Mambelli – Foto Ansa

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