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LA NASCITA DI GESU’ E LA COMETA

Il 25 dicembre di ogni anno, data canonica ma non certa, si celebra la Nascita di Gesù, il Messia secondo la fede Cristiana.
La nascita di Gesù è descritta nei Vangeli secondo Matteo e secondo Luca che, pur raccontando gli eventi in maniera diversa, concordano però nel fatto che la stessa sia avvenuta a Betlemme e che Gesù sia nato da una Vergine.

La datazione della nascita è in realtà confusa e si collocherebbe tra il 7 e il 4 a.C.; secondo la maggior parte degli storici la data sarebbe calcolata tra la morte di Erode avvenuta nel 4 a.C. e il sacerdozio di Zaccaria. La tradizione di datare la nascita nell’anno 1 a. C. è probabilmente frutto dell’errore compiuto nel IV secolo dal monaco Dionigi il Piccolo. Gli studiosi infatti ritengono, fino ad ulteriore prova, che la data di nascita effettiva sia tra il 7 e il 6 a.C.

Anche il giorno di nascita denota particolarità: vicino al 25 dicembre infatti si commemora la data del solstizio d’inverno, perché in quel giorno il sole comincia a riprendere forza, a scaldare e illuminare fino al suo massimo culmine, il solstizio d’estate. I pagani infatti adoravano il Dio Mitra e celebravano il Dies Natalis Solis Invicti (giorno della Nascita del Sole invincibile).
Nel corso di ricerche di informazioni e documenti da parte di storiografi (anche se molti dubitano sull’attendibilità delle fonti) riguardanti le origini del Natale, quello che stupisce di più è che la data del 25 dicembre, prima di essere conferita al compleanno di Gesù, sia stato giorno di festa per popoli, culture molto diverse, lontane tra loro. Molti secoli prima di Gesù, infatti, alla stessa data furono attribuite le seguenti nascite:

*Dio Horus egiziano, anch’esso raffigurato in braccio ad Iside con la corona solare sul capo, come le successive raffigurazioni cristiane della Madonna con in braccio il bambino.

*Il Dio Mitra, culto concorrenziale al Cristianesimo, il quale è stato partorito da una Vergine, aveva 12 apostoli e veniva chiamato il “Salvatore”

*Gli dei babilonesi Tammuz e Shamas, circa nel 3000 a.C. venivano festeggiati entrambi come Dio Sole, della giustizia e della predizione, in quanto il Sole vede tutto: passato, presente e futuro.

*In Babilonia successivamente vi fu il culto della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz: era rappresentata con un’aureola di 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.

Nel giorno del solstizio d’inverno si commemorava anche Dionisio con una festa rituale chiamata Lenaea, (la festa delle donne selvagge) nella quale si celebrava il Dio che rinasceva bambino dopo essere stato massacrato. Il Dio Bacab, Dio Sole nello Yucatan, si credeva fosse stato messo al mondo da una Vergine chiamata Chiribirias. Per non tralasciare Buddha, Quetzalcoath e Zarathustra, tutte divinità che sembrano essere nate a ridosso del 25 dicembre.

Non abbiamo notizie certe dai testi antichi per affermare se Gesù sia stato figlio unico o figlio di una famiglia numerosa, e se poi nella vita sia stato un “combattente” o un “guaritore” esseno.
Quello che però è certo, è che il significato autentico del Natale per i cristiani risiede nella possibilità di avvicinarsi a Dio tramite il suo unico figlio, Gesù. I cristiani attraverso Gesù hanno la sensazione di un Dio vicino a loro, che entra nel mondo umano donando il proprio figlio per la salvezza di tutti gli uomini. Altro significato non meno importante del Natale è la celebrazione della sacralità della famiglia, dove i genitori, come Maria e Giuseppe, si impegnano completamente con amore e responsabilità nei confronti del proprio figlio: la famiglia come istituzione viene vista come centro focale nella società.

La nascita di Gesù è illuminata da un grande evento iconico: la comparsa nel cielo della stella cometa o per meglio dire stella di Betlemme. Sembrerebbe però non si sia trattato del passaggio di una vera stella cometa, bensì, secondo il racconto del Vangelo di Matteo, di un fenomeno astronomico che guidò i Magi (astrologi o maghi dell’epoca) a far visita a Gesù appena nato. Si tratterebbe infatti secondo gli studiosi di una possibile congiunzione verificatasi in quel preciso periodo storico tra pianeti quali Giove, Saturno e Marte nella Costellazione dei Pesci.
Nell’antichità la comparsa nel cielo di questi grandi fenomeni era associata ad un periodo di grande sventura; invece dal punto di vista religioso e cristiano è considerata come un oggetto celeste che, con una lunga scia (coda) ha indicato la direzione ai Magi (la giusta direzione nella vita) e che dona, dal punto di vista simbolico, luce e speranza, racchiudendo amore e salvezza per i fedeli.

A cura di Barbara Comelato – Foto Redazione

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